Aloe vera Parte III

Negli articoli precedenti precedenti abbiamo esaminato la pianta a livello chimico e storico, con un corollario estremamente ricco che giustifica ampiamente lo spazio dedicato l’Aloe. Avendo ora un bagaglio cognitivo adeguato possiamo analizzare la pianta dal punto di vista odontoiatrico, focalizzando l’azione a livello della cavità orale, anche se olisticamente parlando limitarsi alla sola bocca, per l’aloe, è estremamente riduttivo.

980
aloe vera

L’Aloe Vera può essere un valido aiuto per gli operatori del settore odontoiatrico nel trattamento delle afte, herpes e delle infiammazioni del cavo orale, dove sia necessaria una riepitelizzazione e nelle ferite di prima intenzione, nella sindrome della bocca urente, per chi soffre di xerostomia e per i pazienti radio-trattati (1). Anche chi è in terapia con dosi massicce di chemioterapici può trarre giovamento dall’uso di questa pianta.
Dalle foglie del genere aloe si possono estrarre principalmente due prodotti: A) un gel mucillaginoso derivato dal tessuto parenchimatico contenuto al centro delle cellule, da questo è derivato il gel di aloe o di aloe vera; B) dalle cellule specializzate che si trovano al di sotto della spessa epidermide, per spremitura si ottiene un succo amaro e giallastro che fornisce la droga dell’aloe il famoso effetto catartico.
Quindi il gel ottenuto dal tessuto parenchimatico centrale (cellule spongiose) sarà la parte della droga che ci interessa maggiormente dal punto di vista prettamente stomatologico.
All’interno del gel, che non contiene antrachinoni (solo tracce) “ricordiamo che gli antrachinoni conferiscono all’aloe l’azione catartica”, troviamo: acqua, lectine, polisaccaridi, aminoacidi, vitamine (B1, B2, B5, B6, B9, C, E, PP), enzimi, fitormoni, acidi organici (2).
Vediamo quindi l’attività esercitata dal gel. Ha proprietà schermanti, lenitive e cicatrizzanti dovute ad alcuni polisaccaridi, in particolare l’acemannano che ha dimostrato di accelerare la guarigione delle ferite (3). Il gel ha anche la capacità di penetrare il tessuto cutaneo e di esercitare un’azione anestetica locale, di agire come antinfiammatorio e di migliorare il microcircolo sanguigno locale (4). L’azione analgesica dell’aloe è conferita principalmente da tre molecole: A) l’estere dell’acido ciannamico; B) l’acido salicilico C) l’enzima bradichinasi che stimola l’aumento dei macrofagi ed inibisce la bradichinina responsabile del dolore e della tumefazione postraumatica (5). Quella antinfiammatoria è dovuta, invece, alla presenza di antroni C-glicosilati che sono in grado di inibire la sintesi della prostaglandina E (6).
I polisaccaridi contenuti nel gel hanno la capacità di modulare la produzione di IL-1, IL-6, TNF-alfa.
Un ulteriore studio ha evidenziato che l’acemannano ha un effetto mucoprotettivo tre volte superiore al sucralfato (2), fattore molto interessante se teniamo conto che si può usare questa caratteristica sulle mucose orali.
Le lectine isolate nel gel di Aloe hanno evidenziato un’elevata attività emagglutinante sulle proteine del siero e sulle cellule tumorali. L’aloctina A e B (lectine), isolate dalle foglie di Aloe arborescens, poste in coltura con cellule umane T e cellule accessorie, hanno condotto ad una produzione in quantità diverse di linfochinine, quali interleuchine-2 (IL-2), interleuchine-3 (IL-3) ed interferone-y (INF-y). Recentemente è stato riferito da studi in vitro che l’aloctina sia A che B ha la proprietà di aumentare l’attività delle cellule killer e di indurre la citotossicità cellulare in tumori singenici e allogenici in vitro. L’aloctina A ha inoltre evidenziato attività antinfiammatoria, antiulcera oltre che antitumorale.
Un’altra azione che interessa il campo odontoiatrico è la proprietà idratante protettiva sulle mucose, antiulcera, cicatrizzante e riepitelizzante, esercitata dalla componente polisaccaridica ed enzimatica che ha dimostrato di stimolare l’attività dei fibroblasti e la sintesi del collagene (7).
Le saponine contenute nel gel hanno anch’esse un’azione cicatrizzante.
Non dobbiamo scordare che i mannani e gli antrachinoni e acidi organici conferiscono al gel azione antibatterica, antimicotica ed antivirale (7).
Recentemente una rassegna dedicata agli studi farmacologici e chimici è giunta alla conclusione che l’Aloe è in grado di favorire la cura delle ferite; essa presenta valore terapeutico in caso di bruciature e di una vasta gamma di ferite dei tessuti molli (derma e mucose), previene l’ischemia progressiva del derma provocata da bruciature, congelamento, danni da shock termici, ferite da colpi, ed altri danni non in sintonia con l’etiologia del trauma. D’altronde il gel di aloe è usato da milleni per queste proprietà. La droga dell’Aloe è in grado di penetrare all’interno dei tessuti colpiti, di alleviare il dolore, di agire da antinfiammatorio, di dilatare i capillari aumentando l’afflusso di sangue alla parte danneggiata. L’Aloe ha inoltre attività antitrombossanica, mantenendo il rapporto in prostaglandine, senza causare il collasso del vaso sanguigno traumatizzato.
Un piccolo excursus sui vari prodotti odontoiatrici a base di aloe mi sembra ora doveroso tanto per indicare la presenza sia di gel che di dentifrici e collutori.

Gel a base di Aloe Vera

Possiamo utilizzare questo rimedio per afte, Herpes, stomatiti, cheiliti, per agevolare qualsiasi guarigione da trauma.
Molti sono i vantaggi della sua applicazione: il gel non brucia quando si applica, riduce i tempi di guarigione, è privo di controindicazioni ed è innocuo se ingerito inavvertitamente, allevia subito dolore e bruciore rendendo meno fastidioso parlare e masticare; protegge inoltre le mucose perché a contatto con l’afta forma una barriera protettiva che isola la ferita ed evita il doloroso contatto con la saliva, lingua, liquidi e cibo, mantenendo condizioni di pH ed umidità fisiologiche ideali. Esistono preparati commerciali uniti ad altre droghe nelle varie forme galeniche.

Dentifrici a base di Aloe Vera

Il dentifricio può essere una scelta o un coadiuvante alla terapia.
In commercio esistono molti dentifrici, tra cui quelli a base di aloe Barbadensis Miller pura, senza aggiunta di acqua.
In unione con altre droghe hanno diverse azioni terapeutiche:
effetto whitening con olio di neem e lichene islandico;
per denti e gengive sensibili, con vit. A, K, C, P;
per placca e tartaro, con tea tree oil ed echinacea;
per favorire l’alito fresco, con clorofilla e rosmarino.
Esistono anche dentifrici all’aloe e propoli con effetto antibatterico, approvati dall’unione dentisti della Gran Bretagna. Tutti questi prodotti mantengono solitamente le proprietà salienti dell’aloe che agiscono sinergicamente con una o più droghe a seconda del caso.

Collutori a base di Aloe Vera

Anche il collutorio si può usare sia come mantenimento, viste le caratteristiche della droga, sia come rimedio in concomitanza con gel e dentifricio.
Possiamo utilizzare anche il succo puro per fare gli sciacqui: questo contiene tutti i principi attivi della pianta, ma è di difficile conservazione e di sapore sgradevole.
In commercio anche in questo caso si può spaziare tra i preparati commerciali più vari, come quello in cui l’Aloe è stata sinergizzata con Altea, Camomilla, Mirra e Menta. Oppure Con Aloe Vera, Rosmarino, Salvia, Tea Tree ed estratto di Semi di Pompelmo che sbianca, pulisce e protegge naturalmente.
In tutte le forme sopracitate le varie ditte cercano di proporre un prodotto che conservi integre le caratteristiche terapeutiche della pianta (8).
La scelta dell’uso di aloe nella terapia odontoiatrica deve essere dettata dalla conoscenza della droga che ne faciliterà l’uso terapeutico nelle condizioni ove sia indicata. I traumi possono essere di varia natura ma in tutti i casi e qualunque essi siano le attività farmacologiche dell’aloe possono aiutare sia l’operatore che il paziente a superare la fase traumatica e la convalescenza. La bassissima tossicità dei prodotti reperibili in commercio fa dei preparati a base di aloe un aiuto pratico e comodo e sicuro, supportato da una infinita storia clinica e da notevoli studi scientifici, cosa che rende la pianta una ausilio sicuro per sia l’odontoiatra sia per l’igienista. Nel caso del dottore in igiene dentale la pianta diventa ancora più interessante perché i prodotti di aloe sono registrati come integratori e quindi consigliabili anche dall’igienista.

Bibliografia

  1. Robinson M. Medical Therapy of inflammatory bowel disease for the 21st century. Eur J Surg 1998 Suppl. 90-98.
  2. Firenzuoli F. Guida all’uso clinico delle piante medicinali. 4a ed. Elsevier: Milano; 2009. pag. 275-276.
  3. Bruneton J. Pharmacognosie, Technique et documentation. 3° ed. Lavoisier: Paris; 1999. pag. 363.
  4. Capasso F, Grandolini G. Fitofarmacia. Ed. Springer: Milano; 1996.pag. 293.
  5. Bassetti A, Sala S. Il grande libro dell’aloe. Zuccari Ed.: Trento; 2003. pag. 92-93.
  6. Campanini E. Dizionario di fitoterapia e piante medicinali. Tecniche Nuove: Milano; 2004. pag. 41 .
  7. Grandi M. Immunologia e fitoterapia. Tecniche Nuove: Milano; 2008. pag. 157-158-159.
  8. Sarri S. Fitoterapia in igiene orale ed odontoiatria. Ariesdue: Carimate (Co); 2009. pag. 82-83.