Armonizzazione nello studio odontoiatrico

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armonizzazione dello studio

Esistono vari modi per rendere un ambiente energeticamente positivo o armonizzarlo per far sentire le persone che vi soggiornano a loro agio o portarle verso un pensiero positivo o uno stato di benessere. Nella medicina olistica la ricerca del riequilibrio è alla base della salute e del benessere.

Nei millenni l’uomo ha scoperto molte tecniche per riequilibrare l’individuo, come la cromoterapia, secondo cui i colori aiuterebbero il corpo e la psiche a ritrovare il loro naturale equilibrio, e avrebbero effetti fisici e psichici in grado di stimolare il corpo e calmare certi sintomi.

Vi è poi il reticolo di Hartmann: un reticolo che si estende su tutta la Terra ed è formato da linee di circa 21 cm di spessore e distanti tra di loro 2 m in asse Nord/Sud e linee in senso perpendicolare ogni 2,5 m in asse Est/Ovest. La griglia non è costante e varia la propria regolarità a causa di anomalie del terreno (faglie, corsi d’acqua, cavità), inquinamento elettromagnetico o costruzioni (garage sotterranei, locali caldaie, uffici, negozi). Gli incroci di dette linee determinano i nodi di Hartmann, zone di 21 x 21 cm che possono interagire nello stato di salute ottimale della persona. Questi sono solo alcuni esempi. Mentre il primo si può applicare nello studio odontoiatrico (ci sono colleghi che già lo fanno come la dottoressa Antonella Silvestri), il secondo diventa già più complicato perché deve essere applicato in fase di progettazione dello studio. Esiste poi qualcosa di molto più fruibile come gli oli essenziali (OE).

L’OE rappresenta l’anima e la personalità della pianta liberata dagli aspetti più materiali, cioè liberata dalla materia pesante, questa è in grado di veicolare quel bagaglio di informazioni che possono giungere fino all’uomo e interagire con lui non solo sul piano fisico organico (1).

L’olfatto ha la capacità di modulare il comportamento nei mammiferi. I risultati di ricerche scientifiche indicano chiaramente la capacità dell’OE di limone di modulare le risposte comportamentali e neuronali collegate alla nocicezione del dolore (Aloisi AM, Ceccarelli I, Masi F, Scaramuzzino A.) (2). In questo caso non stiamo più parlando di medicina olistica o di considerazioni fatte sull’esperienza clinica ma di EBM, Evidence-based medicine.

Ogni pianta ha una sua particolare energia e può offrire qualcosa di unico, comunicando una ”informazione”. Questa informazione nel sistema informativo-energetico umano può essere carente o distonica, cioè si ha un’alterazione del tono muscolare o del tono nervoso: distonia muscolare o neurovegetativa (1). Questo perché gli OE agiscono come veicolo di informazione, ovvero le numerose molecole aromatiche in essi contenute agiscono a livello dei recettori ormonali e dei neurotrasmettitori. Queste molecole sono molto reattive e possono apportare elettroni (negativizzazione elettrica) o captare elettroni e cedere protoni (positivizzazione elettrica) (1). Durante alcune malattie (fisica o psichica) si perdono cariche negative e il fatto che l’OE fornisca, attraverso l’olfatto, cariche negative va a riequilibrare lo stato provocato dalla patologia; ma quel che ci interessa è che tutto ciò influenza anche gli stati nevrotici (3). In altre parole le molecole aromatiche contenute nell’OE hanno una potente diffusibilità, agiscono attraverso l’inalazione e l’odorato influenzando le aree cerebrali olfattive. Questo permette l’attivazione di vie nervose che possono condizionare e coinvolgere i grandi sistemi biologici dell’organismo. In pratica si trasmettono informazioni a livello neurologico, endocrino e immunologico.

Alcune sostanze come i sesquiterpeni (idrocarburi) contenuti in tantissimi OE influenzano il catabolismo del GABA esplicando azione sedativa (4). Nello specifico potremmo citare lo studio (β-Caryophyllene, a CB2 receptor agonist produces multiple behavioral changes relevant to anxiety and depression in mice) che ha chiaramente dimostrato l’effetto ansiolitico e antidepressivo del β-caryophyllene ed il suo meccanismo di base in modo dipendente dal recettore CB2 nei roditori. I risultati supportano anche il coinvolgimento del recettore CB2 nella regolazione del comportamento emotivo e suggeriscono che questo recettore potrebbe essere un obiettivo terapeutico rilevante per il trattamento dell’ansia e disturbi depressivi (5). Considerando che stiamo parlando di un fitomplesso, si deduce che la quantità di molecole contenute in un OE sono numerose. Tenendo conto che si possono fare miscele di vari OE dedurremo altresì la loro multivarietà d’azione.

Come abbiamo visto, componenti aromatiche sviluppano un’attività a livello dei recettori e dei neurotrasmettitori. A livello del SNC gli oli possono avere un’azione eccito-stimolante oppure sedativa. Dobbiamo tenere anche conto che alcuni oli a basse concentrazioni sono sedativi e ad alte stimolanti. Importante è sapere che sul piano nervoso la dose-effetto è minima.

armonizzazione
Gli OE presentano tre caratteristiche importanti che sono la volatilità, la oleosità e l’odorosità. La prima è la capacità di evaporare e diffondersi nell’aria, una caratteristica che ne consente l’assorbimento a livello dell’apparato respiratorio. La seconda permette loro di permeare nella pelle. La terza consiste nella capacità del nostro olfatto di rilevarli sensorialmente come odori. Un odore specifico viene immagazzinato nella memoria e associato a una esperienza o ad eventi, da questo deriva il loro uso nell’ancoraggio, cioè l’applicazione di uno stimolo legato ad un certo stato emotivo che, se riproposto, ri-innesca automaticamente quella stessa situazione emozionale. Nel caso dell’ancoraggio che si effettua sul paziente si sfruttano tutte e tre le caratteristiche sopra citate. Le cellule olfattive una volta stimolate dall’olio essenziale trasformano lo stimolo (chimico) in impulsi elettrici (elettrico) e quindi trasmissibile per via nervosa. Così che il messaggio odoroso possa viaggiare attraverso le regioni del cervello, dove viene analizzato e confrontato con modelli di riconoscimento già immagazzinati. Avvengono, all’interno del cervello, delle connessioni con aree filogeneticamente antiche denominate sistema limbico. Queste aree sono in relazione con gli stati emotivi, il tono dell’umore, la sessualità, l’alimentazione, l’aggressività e la riproduzione. L’effetto è immediato, la cascata di reazioni biochimiche e neurofisiologiche avviene nell’ordine dei 300-400 millesimi di secondo (1). La velocità di azione degli OE e la loro complessità li rende ottimi agenti per riequilibrare le situazioni di stress (6).

In studio possiamo scegliere di aromatizzare l’ambiente con diversi oli o miscele.
Nelle situazioni dove si possano verificare stati emotivi come ansia, agitazione, problematiche somatiche riconducibili a stress e tensione nervosa possiamo utilizzare gli OE di: lavanda, melissa, verbena, camomilla, arancio/fiori, mandarino (indicato per i bimbi), sandalo, geranio.

Per poter diffondere l’aroma all’interno dello studio possiamo utilizzare vari metodi. Quelli più sicuri ed efficaci per diffondere il profumo sprigionato dagli OE sono principalmente tre:

  • diffusore OE a candela (brucia-essenze);
  • diffusore OE elettrico;
  • diffusore OE spray manuale.
    • Diffusori a candela: bruciatori di essenze che si trovano in commercio sono reperibili nei classici modelli a ‘candela’, generalmente in ceramica, e consistono in recipienti di piccole-medie dimensioni con alla base uno spazio dove si posiziona una candela accesa. Il calore prodotto dalla fiamma scalda la coppa contenente l’essenza e il fumento così sprigionato libera nell’aria l’aroma.
    • Diffusori elettrici: il diffusore elettrico è forse lo strumento più sicuro, efficace e indicato per diffondere l’aroma degli OE sia in piccoli che in grandi ambienti. Nel diffusore elettrico, l’olio non viene bruciato ma scaldato gradualmente e mantenuto ad una temperatura costante; questo garantisce una perfetta diffusione dell’aroma essenziale che mantiene inalterate tutte le sue caratteristiche e proprietà.
    • Diffusore spray manuale: il diffusore spray manuale consente di ottenere effetti analoghi (ma meno duraturi) ai precedenti sistemi ed è perfetto per chi vuole sbizzarrirsi nel creare delle profumazioni naturali con le proprie mani.

Gli OE che potete usare sono a vostra scelta a seconda delle caratteristiche dell’olio; molto apprezzati sono Lavanda, limone, menta/arancio. Ma potrete sbizzarrirvi a seconda della stagione e della giornata.
Non rimane altro che augurarvi buona armonia.

Bibliografia

  1. Lucheroni MT, Padrini F. Aromaterapia. Roma: Fabbri editori; 2003. p. 30.
  2. Aloisi AM, Ceccarelli I, Masi F, Scaramuzzino A. Effects of the essential oil from citrus lemon in male and female rats exposed to a persistent painful stimulation. Behav Brain Res 2002 Oct 17;136(1):127-35.
  3. Valnet J. Aromaterapia guarire con l’essenze delle piante. Firenze: Giunti editore; 2006 . p. 319.
  4. Grandi M. Immunologia e fitoterapia. Milano: Tecniche nuove edizioni; 2008. p. 145.
  5. Bahi A, Al Mansouri S, Al Memari E, Al Ameri M, Nurulain SM, Ojha S. β-Caryophyllene, a CB2 receptor agonist produces multiple behavioral changes relevant to anxiety and depression in mice. Physiol Behav 2014 Aug;135:119-24.
  6. Chamine I, Oken BS. Aroma effects on physiologic and cognitive function following acute stress. A machanism investigation. J Alter complement Med 2016 Jun; 29 e.pub.