Il comfort del paziente odontofobico: confronto tra strumentazione ultrasonica magnetostrittiva e piezoelettrica nel trattamento parodontale non chirurgico

Italian Cavitron Case Contest: secondo classificato

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Fig. 9 Applicaqione della pasta desensibilizzante.
Fig. 9 Applicaqione della pasta desensibilizzante.

piezoelettricaL’odontofobia riconosciuta dall’OMS come una vera e propria malattia, riguarda circa il 20% della popolazione. L’89% dei pazienti odontofobici presenta una condizione dentale e parodontale critica. La paziente è una giovane donna di 22 anni, non fumatrice, con la fobia del sangue e degli aghi, affetta da gengivite indotta da placca batterica associata a respirazione orale, causata da ipertrofia dei turbinati.

Fig. 1
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Fig. 1, 2 Situazione della paziente all'esame clinico, che evidenzia notevoli depositi di placca e tartaro con gengive edematose, ipertrofiche e dolenti.
Fig. 2

Fig. 1, 2 Situazione della paziente all’esame clinico, che evidenzia notevoli depositi di placca e tartaro con gengive edematose, ipertrofiche e dolenti.

Per “paura del dentista” e di tutte le procedure odontoiatriche, è giunta in studio dopo un lungo periodo di assenza, con notevoli depositi di placca e tartaro, gengive edematose, ipertrofiche e dolenti (Fig. 1 e 2). La paziente assume pillola anticoncezionale per sindrome dell’ovaio policistico e antistaminici per allergie indotte da pollini, muffa, dermatofagoide pteronyssinus e farinae. Per ridurre la paura e migliorare l’adherence è stato attuato un trattamento mini-invasivo, con l’ausilio di un anestetico topico e approccio strumentale ultrasonico multiplo, applicato con protocollo split mouth.

CASO CLINICO

Per ridurre la carica batterica orale e controllare la contaminazione causata dall’aerosol prodotto dalla strumentazione ultrasonica, prima di iniziare il trattamento, sono stati eseguiti 2 sciacqui da 30” con un collutorio a base di clorexidina allo 0,2%.

Il protocollo ha previsto l’utilizzo in modo incrociato della strumentazione magnetostrittiva e piezoelettrica e del gel anestetico topico nei 4 quadranti: strumentazione ultrasonica magnetostrittiva sul I e III quadrante con l’Inserto Powerline FSI-10 30K e Slimline FSI-10 30K e piezoelettrica sul II e IV quadrante con punta A e 10P, per eseguire il debridement rispettivamente sopra e sottogengivale (Fig. 3-8).

Fig. 3
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Fig. 3, 4 Sul I quadrante è stata utilizzata la strumentazione ultra-sonica magnetostrittiva Cavitron con l’Inserto Powerline FSI 10 30 K e Slimline FSI 10 30 K per rimuovere i depositi di tartaro sopra e sottogengivali, previa applicazione del gel anestetico topico per ridurre il dolore.
Fig. 4

Fig. 3, 4 Sul I quadrante è stata utilizzata la strumentazione ultra-sonica magnetostrittiva Cavitron con l’Inserto Powerline FSI 10 30 K e Slimline FSI 10 30 K per rimuovere i depositi di tartaro sopra e sottogengivali, previa applicazione del gel anestetico topico per ridurre il dolore.

Fig. 5 Nel II quadrante è stata utilizzata la strumentazione ultrasonica piezoelettrica con punta A per il tartaro sopragengivale e 10P per quello sottogengivali, previa applicazione del gel anestetico topico.
Fig. 5 Nel II quadrante è stata utilizzata la strumentazione ultrasonica piezoelettrica con punta A per il tartaro sopragengivale e 10P per quello sottogengivali, previa applicazione del gel anestetico topico.

Per aumentare la collaborazione della paziente “agofobica” è stato usato un gel anestetico topico, non iniettabile, a base di lidocaina e prolicaina (Oraqix) sul I e II quadrante, che ha permesso un approccio non invasivo e atraumatico (assenza di ago e dolore). Ciò ha motivato la paziente a permettere di proseguire il trattamento sul III e IV quadrante senza l’ausilio dell’anestetico. Alla fine della seduta è stata applicata una pasta desensibilizzante (Nupro Sensodyne), contenente un fosfosilicato di calcio e sodio (NovaMin), che occludendo i tubuli dentinali riduce la sensibilità post trattamento.

Fig. 6
Fig. 6
Fig. 6, 7 Sul III quadrante è stata utilizzata la strumentazione ultrasonica magnetostrittiva Cavitron con l’Inserto Powerline FSI 10 30 K e Slimline FSI 10 30 K senza gel anestetico topico.
Fig. 7

Fig. 6, 7 Sul III quadrante è stata utilizzata la strumentazione ultrasonica magnetostrittiva Cavitron con l’Inserto Powerline FSI 10 30 K e Slimline FSI 10 30 K senza gel anestetico topico.

Fig. 8 Nel IV quadrante è stata utilizzata la strumentazione ultrasonica piezoelettrica con punta A per il tartaro sopragengivale e 10P per quello sottogengivale senza gel anestetico topico.
Fig. 8 Nel IV quadrante è stata utilizzata la strumentazione ultrasonica piezoelettrica con punta A per il tartaro sopragengivale e 10P per quello sottogengivale senza gel anestetico topico.

RISULTATI E CONCLUSIONE

La fiducia della paziente, conquistata grazie all’utilizzo dell’anestetico topico sul I e II quadrante, ha permesso di proseguire il trattamento sul III e IV quadrante, anche senza l’ausilio dell’anestetico e di apprezzare le differenze tra le due tecnologie.

Fig. 9 Applicaqione della pasta desensibilizzante.
Fig. 9 Applicaqione della pasta desensibilizzante.
Fig. 10 Confronto tra le due tecnologie. La paziente, durante il trattamento ha valutato il comfort dei due tipi di strumentazione.
Fig. 10 Confronto tra le due tecnologie. La paziente, durante il trattamento ha valutato il comfort dei due tipi di strumentazione.

La paziente, durante il trattamento ha valutato su scala da 1 a 10 (bassa-alta percezione) la temperatura dell’acqua, la vibrazione della punta, il dolore e il rumore di entrambi gli strumenti. I risultati hanno evidenziato una bassa percezione di tutti i parametri, durante l’utilizzo della strumentazione ultrasonica magnetostrittiva, sia con l’ausilio dell’anestetico topico che senza (Fig. 9).

Fig. 11 Rivalutazione della paziente.
Fig. 11 Rivalutazione della paziente.
Fig. 12 Rivalutazione della paziente.
Fig. 12 Rivalutazione della paziente.
Fig. 13 La motivazione e istruzione all’igiene orale è stata possibile solo alla fine del trattamento, con l'utilizzo di spazzolino manuale, dentifricio con RDA medio e collutorio a base di clorexidina 0,2%. Fig. 13 La motivazione e istruzione all’igiene orale è stata possibile solo alla fine del trattamento, con l'utilizzo di spazzolino manuale, dentifricio con RDA medio e collutorio a base di clorexidina 0,2%.
Fig. 13 La motivazione e istruzione all’igiene orale è stata possibile solo alla fine del trattamento, con l’utilizzo di spazzolino manuale, dentifricio con RDA medio e collutorio a base di clorexidina 0,2%.
Fig. 14 La motivazione e istruzione all’igiene orale è stata possibile solo alla fine del trattamento, con l'utilizzo di spazzolino manuale, dentifricio con RDA medio e collutorio a base di clorexidina 0,2%.
Fig. 14 La motivazione e istruzione all’igiene orale è stata possibile solo alla fine del trattamento, con l’utilizzo di spazzolino manuale, dentifricio con RDA medio e collutorio a base di clorexidina 0,2%.

Nella settimana successiva al trattamento è stato consigliato il controllo chimico domiciliare della placca batterica con collutorio a base di clorexidina 0,2% 2 volte al dì. Poiché la paura del sangue durante lo spazzolamento, impediva alla paziente di eseguire una corretta igiene orale domiciliare, l’istruzione all’utilizzo dello spazzolino è stata possibile, contrariamente alla normalità, solo alla fine del trattamento (Fig. 11-14), con il ripristino del clinical periodontal health. Nonostante la persistenza della respirazione orale come fattore di rischio, i livelli di infiammazione clinica sono stati notevolmente ridotti (Fig. 15, 16). L’impiego di strumentazione ultrasonica magnetostrittiva ha mostrato nella paziente odontofobica un elevato livello di comfort.

Fig. 15 Risultato del trattamento.
Fig. 15 Risultato del trattamento.
Fig. 16 Risultato del trattamento.
Fig. 16 Risultato del trattamento.

BIBLIOGRAFIA

  • Lindhe J, Westfelt E, Nyman S, Socransky SS, Haffajee AD. Long-term effect of surgical/non-surgical treatment of periodontal disease. J Clin Periodontol 1984 Aug;11(7):448-58.
  • Aimetti MG.  Nonsurgical periodontal treatment. Int J Esthet Dent 2014 Summer;9(2):251-67.
  • Yousefimanesh H, Robati M, Kadkhodazadeh M, Molla R. A comparison of magnetostrictive and piezoelectric ultrasonic scaling devices: an in vitro study. J Periodontal Implant Sci 2012 Dec; 42(6): 243–247.