La Malva: alleata dell’igienista

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In questo contributo vorrei fare una piccola premessa, dato che sono ormai diversi anni, cioè da quando è stato pubblicato il mio primo libro Fitoterapia in igiene orale e odontoiatria, che vi tengo aggiornati sulle medicine naturali, in particolare dalle pagine di Rivista Italiana Igiene Dentale che è rimasta l’unica dedicata esclusivamente alla nostra bellissima professione.

Ultimamente sono stato a un congresso a Roma a noi dedicato dove c’era una parte interattiva e ci veniva chiesto di scrivere la prima parola che ci venisse in mente riguardo la nostra professione.

Ebbene sullo schermo sono comparse moltissime parole e le più gettonate apparivano con caratteri maggiori rispetto quelle meno proposte.

Ho potuto leggere prevenzione, sbiancamento, motivazione e molte altre ma con mio grande rammarico l’unica parola che io avrei scritto non è comparsa; questa parola è: CURA.

Tutto ciò mi ha fatto riflettere.
Se mi chiedono cosa faccio, rispondo che principalmente curo i miei pazienti. Questo grazie agli insegnamenti universitari ma soprattutto alla mia “specializzazione” e al mio Master e quindi agli integratori che mi permettono di agire a livello sia locale sia sistemico.

Se questo punto di vista non è condiviso dalla maggior parte dei miei colleghi, e al congresso erano più di trecento, mi domando che idea questi abbiano delle terapie. Ancora, la domanda che mi assilla è perché gli altri igienisti non hanno pensato alla parola cura?

Credo che il percorso per affermarci nel campo odontoiatrico sia il passaggio da “terapia causale” a “terapia completa”, cioè da ablazione-levigatura-motivazione a cura.

Meglio ancora da terapia a cura, che potrebbero sembrare sinonimi ma che in realtà hanno una piccola grande differenza. Ma per fare ciò non possiamo limitarci a usare gel, collutori e per i più arditi il laser.

No, credo e lo ripeto dal 2009 che per curare si debba agire a 360° e, sebbene NOI i farmaci non possiamo prescriverli, per nostra grande fortuna possiamo dare consigli alimentari e quindi consigliare integratori alimentari, quindi possiamo comunque agire (con le dovute conoscenze) tramite essi per portare il nostro paziente in salute.

Quello che mi rende perplesso è lo scarso interesse che la categoria a tutti i livelli mostra verso questo percorso terapeutico.

Un maggiore utilizzo degli integratori da parte di noi igienisti può influire positivamente sul trattamento offerto al paziente. Ciò significa continuare ad aggiornarsi anche oltre la formazione universitaria e cogliere l’opportunità di crescita offerta dall’obbligatorietà dell’aggiornamento continuo per trovare nuovi approcci terapeutici che siano davvero di aiuto al paziente. Ed è per questo che i miei studi proseguono e mi impegno per portarci sempre più avanti nella cura dei nostri pazienti con i rimedi naturali da noi utilizzabili.

I rimedi popolari posavano la loro efficienza farmacologica su concetti puramente empirici. Nonostante ciò alcuni di questi vengono usati da centinaia se non da migliaia di anni. La loro efficacia era dettata dall’effetto clinico. In parole semplici “ti somministro il rimedio e se tu guarisci il rimedio funziona, se non guarisci non funziona”. Questo concetto dovrebbe essere alla base di tutti i rimedi e farmaci.

Perché la Malva è un toccasana per le affezioni della bocca?

Tutte le nonne suggerivano per l’infiammazione della bocca o il mal di gola di effettuare sciacqui con l’infuso di Malva (Malva silvestris) due o tre volte al giorno: l’effetto era quasi immediato, il dolore diminuiva e l’infiammazione pure. Frequentemente l’infuso aveva anche il potere di guarire. Dove risiedeva la magia curativa di questa pianta? Non si sapeva, ma questo non era importante: la cosa essenziale era che il malato avesse beneficio dalla cura.

Questo concetto a volte alla medicina moderna sfugge, ma è fondamentale nelle medicine tradizionali. E così per migliaia di anni si sono curate le affezioni delle mucose orali con questa pianta.

Poi venne l’era in cui tutto ciò che non era spiegabile o scientificamente dimostrabile dalla chimica e dalla scienza non veniva preso in considerazione o non poteva funzionare, oppure il risultato veniva attribuito al cosiddetto “effetto placebo” e relegato dietro tutto quello che la scienza non era e non è in grado di spiegare.

Ma fortunatamente l’uomo si evolve, perché comunque dietro a questi cambiamenti c’è sempre l’uomo che ha la capacità di apprendere e comprendere, e nelle sue evoluzioni può cambiare punto di vista per arrivare dove altri prima non erano arrivati. Cosi la chimica ha soppresso alcune “culture”, poi col suo evolversi ne ha esaltato alcuni aspetti. È il caso dei fitoterapici o meglio della fitoterapia.

La nonna sapeva che gli sciacqui e i gargarismi con un infuso di malva erano ottimi rimedi contro l’infiammazione di gola e gengive e, se poi veniva ingerito, anche dello stomaco. Il perché la nonna non lo sapeva, ma la chimica, e non la medicina, ce lo ha svelato.

Gli effetti terapeutici della malva sono dovuti al fitocomplesso che comprende principalmente: mucillagini, tannini, flavonoidi (antociani), polisaccaridi, acidi clorogenico e caffeico, nonché potassio e vitamine A, B, C, E. Le applicazioni farmacologiche sono principalmente le infiammazioni delle mucose di tutto l’apparato respiratorio; questo effetto è dato dalla presenza all’interno della malva di:

  • mucillagine, una glicoproteina polare appiccicosa, un esopolisaccaride e un polimero prodotto da molte piante e da alcuni microrganismi. Si trova in varie parti di quasi tutte le classi di piante, di solito in percentuali relativamente basse, ed è frequentemente associata ad altre sostanze, come tannini e alcaloidi. Le mucillagini contengono Carragenina, molecola lungo la quale si trovano dei gruppi solforici che esplicano un’azione antinfiammatoria sulle mucose quando vengono in contatto con esse;
  • antociani (o antocianine), una classe di pigmenti idrosolubili appartenente alla famiglia dei flavonoidi che hanno funzione antiossidante;
  • flavonoidi, composti principalmente idrosolubili; sono potenti antiossidanti utili per garantire l’ottimale funzionamento di fegato, sistema immunitario e capillari; contribuiscono inoltre alla prevenzione di numerose patologie, come quelle cardiovascolari, infiammatorie e persino alcune forme tumorali. L’ampia varietà di azioni biologiche ascritte ai flavonoidi dipende in gran parte dalla loro capacità di bloccare il danno provocato dai radicali liberi.

Queste sostanze conferiscono alla malva le seguenti proprietà: antinfiammatoria, emolliente, bechica (cioè in grado di alleviare la tosse), vulneraria (cioè cicatrizzante) e lenitiva. Inoltre ha blando effetto lassativo ed è regolatore intestinale, questa proprietà è dovuta alle mucillagini.

Mucillagine

È una glicoproteina polare appiccicosa, un esopolisaccaride e un polimero prodotto da molte piante e da alcuni microrganismi. Si trova in varie parti di quasi tutte le classi di piante, di solito in percentuali relativamente basse, ed è frequentemente associata ad altre sostanze, come tannini e alcaloidi

Antociani

Dette anche antocianine sono una classe di pigmenti idrosolubili appartenente alla famiglia dei flavonoidi
flavonoidi

Flavonoidi

Sono composti principalmente idrosolubili dotati di un’ampia varietà di azioni biologiche dipendente in gran parte dalla loro capacità di bloccare il danno provocato dai radicali liberi. Sono perciò potenti antiossidanti, utili per garantire l’ottimale funzionamento di fegato, sistema immunitario e capillari; contribuiscono, inoltre, alla prevenzione di numerose patologie, come quelle cardiovascolari e infiammatorie

Come usare questo rimedio?

Dopo l’infusione, che deve essere superiore ai cinque minuti, suggerire al paziente di tenere l’infuso nella cavità orale per un minuto compiendo sciacqui e gargarismi (due/tre volte al dì) prima di berlo, in modo che l’infuso possa agire per via interna oltre che locale; utilizzeremo così in toto il fitocomplesso.

Infatti, una infiammazione presente a livello orale, probabilmente, lo è anche a livello dell’apparato digerente, quindi perché non agire anche a livello intestinale? Così facendo la terapia sarà più efficace.

Effetti secondari: la malva non ha effetti tossici alle dosi consigliate, se il rimedio viene usato oltre le due settimane può avere effetto catartico.

Si tratta di un rimedio economico e valevole, alla portata di chiunque e facilmente accettato dal paziente.
La terapia può essere indicata sia con pianta fresca che essiccata, tenendo conto sempre del tempo balsamico.
Buona cura!

Bibliografia

  1. Firenzuoli F. Fitoterapia – Guida all’uso clinico delle piante medicinali. Milano: Edizioni Elsevier Masson; 2009
  2. Campanini E. Dizionario di fitoterapia e piante medicinali. II ed. Milano: Tecniche Nuove; 2004.
  3. Pedretti M. Chimica e farmacologia delle piante medicinali. Edizioni Erboristeria Domani-libri. Milano: Studio edizioni sas; 1983.