Sangue di Drago in odontoiatria

In tutti questi anni ho parlato di una vasta gamma di prodotti galenici dagli oli essenziali alle tinture madri, estratti secchi e quant'altro. In questo numero voglio parlare di resine, anzi di una resina, sostanze in realtà poco utilizzate dal sottoscritto e le quali hanno attirato la mia attenzione ultimamente quasi per caso

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sangue di drago

Come ho sempre detto, il campo degli integratori è vastissimo e quello dei fitoterapici, che ne ricopre solo una piccola parte, pure. Purtroppo la letteratura pubblicata sull’argomento in odontoiatria e in igiene orale è ancora esigua, nonostante l’interesse sempre crescente che sta attirando.

Con il termine Sangre de Grado o Sangre de Drago s’indica il lattice (simile al sangue) che sgorga per semplice incisione da alcune specie di piante Amazzoniche del genere Croton (Euphorbiaceae), che appartiene a una nicchia di mercato estremamente interessante, quella dei cicatrizzanti. Questa pianta è diventata il simbolo delle potenzialità che le piante medicinali hanno per i paesi in via di sviluppo, nel caso specifico il Perù. Si tratta di una risorsa ampiamente disponibile, anche se rapidamente esauribile; la possibilità di coltivarla in maniera attiva all’interno delle moderne tecniche di agrosilvicoltura ne fa un tipico esempio dei cosiddetti “No-Timber Forest Product”, cioè dei prodotti della foresta che non derivano dal taglio del legname.

Il lattice rientra in tutte quelle sostanze definite come essudati, cioè escrete dalla pianta spontaneamente o a causa di un trauma, categoria di cui fanno parte anche oleoresine, balsami, resine e gomme.

Il lattice resinoso del Croton lechleri si ottiene per incisione della corteccia. Questo lattice contiene al suo interno tre componenti, farmacologicamente attivi: un alcaloide (la taspina), proantocianidine, e lignani diterpenici.

Gli alcaloidi, categoria a cui appartiene la taspina, sono composti organici azotati appartenenti a gruppi chimici eterogenei. Sono quasi esclusivamente di origine vegetale e hanno la capacità di indurre, anche a dosi molto basse, importanti azioni biologiche. Ad oggi si conoscono circa 3000 alcaloidi isolati (caffeina, stricnina, nicotina, chinina, atropina sono solo alcuni degli alcaloidi più famosi) da circa 4000 specie diverse e molti di essi possiedono potenti attività farmacologiche sull’uomo.

I lignani sono polifenoli, cioè strutture composte da più gruppi fenolici di cui fanno parte anche i flavonoidi.

Proantocianidine sono polifenoli complessi, composti da diverse unità di catechina (1; 2)
Il Sangre de Drago è soprattutto un cicatrizzante, ma Valnet (3) gli attribuisce proprietà astringenti, antisettiche, emostatiche, analgesiche,disinfettanti e rigeneranti del tessuto muscolare (3). Le applicazioni farmacologiche sono: immunostimolante, antinfiammatorio, cicatrizzante.

Viene utilizzato in caso di ridotta capacità di autodisintossicazione, ha come organo bersaglio le mucose delle vie aeree superiori e dello stomaco (4).

Scomponendo chimicamente la pianta troviamo le proantocianidine. La loro complessa conformazione stereochimica provoca una precipitazione delle proteine seriche: questa sembra essere dovuta principalmente a un’azione fisica piuttosto che chimica. Ne consegue la formazione di una crosta resistente in meno di 24 ore (7). Successivamente si ha una frazione alcaloidea, tra cui predomina la taspina, che ha anche un’attività citotossica (in vitro) nei confronti delle cellule V-79 (5) e KB (6) e ha un’azione antinfiammatoria in alcuni modelli animali.

L’azione principale della taspina sembra comunque consistere nella sua capacità di richiamare i fibroblasti, le cellule più importanti nel processo di cicatrizzazione (formando nuovo tessuto cicatriziale). I lignani, come la 3′,4-0-dimetilcedrumsina, sarebbero poi, in grado di preservare il tessuto originario (7).

Le proantocianidine hanno capacità di formare una pellicola che protegge sia contro l’invasione microbica delle ferite che dall’attività dei radicali liberi; l’elevato contenuto di polifenoli nella resina di Croton lechleri forniscono un’azione anti-infiammatori e forte capacità antibatterica; sembrerebbe che insieme agevolino la guarigione del tessuto danneggiato. I fibroblasti trattati con taspina hanno mostrato un significativo incremento del numero di migrazione delle cellule, suggerendo che questo effetto potrebbe essere dovuto al lavoro dell’attività cicatrizzante della linfa e della taspina (8) inoltre è stato riportato che una doppia applicazione topica giornaliera migliorerebbe il tempo di guarigione del 31% (9).

Uso del sangue di drago in odontoiatria e igiene dentale

Il suo potere di cicatrizzazione ed emostatico rende utile l’uso del lattice del Croton Lechleri per tutti quei casi dove si richieda un’immediata cicatrizzazione e una più rapida guarigione. Un minor tempo di guarigione riduce gran parte delle problematiche postoperatorie o post-trattamento. Anche se una rapida guarigione è sempre auspicabile.
Sebbene nella nostra struttura abbiamo iniziato da poco a utilizzare il sangue di drago, abbiamo comunque già sperimentato la sua efficacia sia come presidio ambulatoriale sia come presidio domiciliare.

Attraverso la nostra esperienza possiamo quindi consigliarlo nei seguenti casi.
Per la cicatrizzazione postestrazione: ne è stato testato il potere cicatrizzante su due estrazioni di ottavi superiori effettuate in seduta unica su stesso paziente. Gli elementi mostravano similare morfologia e posizione nell’alveolo, non sono state effettuate suture. La parte trattata col sangue di drago, tre toccature al dì, presentava già a cinque giorni la formazione di tappo/crosta e a 12 giorni l’alveolo postestrattivo presentava un diametro ridotto del 50% rispetto quello non trattato.

Veloce guarigione in caso di lesioni sia di prima che di seconda intenzione. Constatato il potere cicatrizzante, l’uso sia ambulatoriale che domiciliare riduce i tempi di guarigione, sempre per toccature, anche nel caso di apertura del sito implantare.

Come emostatico sulle mucose lese, in caso di qualsiasi tipo di lesione con sanguinamento.
Durante la strumentazione manuale o meccanica in caso di copioso sanguinamento, la tintura può essere usata sia come sciacquo che per contatto, così come per irrigazione.
Nel caso di gengivite sanguinante per proseguire il trattamento. Quando il sanguinamento non ci permette di proseguire il lavoro sia come sciacquo che per contatto.

L’uso dei prodotti naturali in odontoiatria e igiene dentale è ancora poco diffuso soprattutto nella categoria degli igienisti, per i quali rimane una via terapeutica effettiva ed efficace a nostra disposizione. Ciò è dovuto principalmente al fatto che la nostra preparazione universitaria e, prima ancora, il nostro background culturale e la nostra mentalità terapeutica sono ancora molto chiuse verso questo tipo di approccio. In realtà, ripercorrendo la storia della medicina e della biochimica ci accorgiamo che moltissimi farmaci di sintesi utilizzano una molecola base dalle piante e quindi anche attraverso la medicina allopatica indirettamente e inconsapevolmente si usano surrogati della fitoterapia.
Per esemplificare, possiamo dire che con la fitoterapia si mangia la bistecca intera, mentre con la medicina allopatica se ne assume il concentrato proteico, tralasciando tutte le altre sostanze nutrizionali che l’alimento può fornire (non me ne vogliano vegetariani e vegani per il tipo di esempio).

Concludendo, consiglio a tutti di provare l’utilizzo di questa resina durante i trattamenti e le terapie, ricordando che la tintura macchia poco in bocca, ma molto su tutto il resto.

Bibliografia

  1. Pedretti M. Chimica e farmacologia delle piante medicinali. Edizioni Erboristeria Domani-libri. Milano: Studio edizioni sas; 1983. p 142.
  2. Firenzuoli F. Guida all’uso clinico delle piante medicinali. 4a edizione. Milano: Elsevier Masson; 2009. p 39,40.
  3. Valnet C. L’erborista erbe e piante medicinali. Le Grau du Roi (France): Ed. REI; 2016. p 426.
  4. Sarri S. Integratori naturali in odontoiatria e igiene orale. Milano: Ariedue; 2016. p 92,93.
  5. Itokawa H, Ichihara Y, Mochizuki M, Enomori T, Morita H, Shirota O, Inamatsu M, Takeya K. A Cytotoxic Substance from Sangre de Drago. Chem Pharm Bull 1991; 39(49):1041-1042.
  6. Chen Z-P, Cai Y, Phillipson JD. Studies on the anti-tumor, anti-bacterial and wound-healing properties of Dragon’s Blood. Planta Medica 1994;60:541-545.
  7. Pieters L, De Bruyne B, Van Poel R,. Vingerhoets J, Rorrs D, Vanden Berghe A, Vlletinck A. In vivo wound healing activity of Dragon’s Blood (Croton spp.), a traditional South American drug, and its constituents. Phytomedicine 1995; 2 (1): 17-22.
  8. Vaisberg AJ, Milla M, Planas MC, Cordova JL, de Agusti ER, Ferreyra R, Mustiga MC, Carlin L, Hammond GB. Taspine is the cicatrizant principle in Sangre de Grado extracted from Croton lechleri. Planta Med 1989 Apr;55(2):140-3.
  9. Joens K. Review of Sangre de Drago (Croton lechleri) – A South American tree sap in the treatment of diarrhea, inflammation, insect bites, viral infections, and wounds: traditional uses to clinical research. J Alternative Complementary Medicine 2003; 9(6): 877–896.