L’efficacia di spazzolini rotanti in titanio per il mantenimento implantare

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spazzolini rotanti in titanio

Come sappiamo, le tecniche implantoprotesiche risultano essere le terapie riabilitative di elezione per il paziente edentulo.

Dati Istat del 2008 evidenziano come il 10% della popolazione tra i 55 e i 64 anni e il 23% tra i 65 e i 69 anni sia portatrice di edentulia.

L’obiettivo della terapia dunque è mantenere la funzionalità implantare a medio e lungo termine.

Tuttavia, gli impianti dentali possono incorrere in complicanze tali da portare a un insuccesso della riabilitazione; tali problematiche possono avere diverse origini, tra cui la più comune è batterica.

Pertanto, un programma di mantenimento serrato e una diagnosi corretta dell’infiammazione implantare, e quindi la successiva terapia parodontale di supporto, risultano fondamentali per il successo della riabilitazione.

È sempre utile verificare se l’utilizzo di nuovi dispositivi meccanici professionali può risultare più efficace nella rimozione della placca durante le sedute professionali di mantenimento, al fine di agevolare il paziente nella gestione domiciliare del manufatto.
È stata valutata l’efficacia nel deplaquing di due spazzolini rotanti in titanio per CA (spazzolino rotante A, spazzolino rotante B).

Sono stati messi a confronto il deplaquing e gli effetti meccanici in termini di cambiamenti micromorfologici di superficie utilizzando presidi quali:

  • air flow con polvere di glicina;
  • coppetta;
  • punta in peek;
  • spazzolino.

E inoltre sono stati confrontati il deplaquing e i cambiamenti micromorfologici di air flow, coppetta, punta in peek e spazzolino tra loro.

Sono stati utilizzati i due tipi di 10 presidi (10 e 10), due inserti in titanio per contrangolo e 28 dischetti in titanio con trattamento sabbiato, macchinato, sabbiato–mordenzato ed elettrochimico. Sono stati utilizzati inoltre 4 presidi di controllo: air flow con polvere di glicina, coppetta per CA, punta in peek e spazzolino per CA.

Risultati

Lo spazzolino rotante A:

  • non ha decontaminato totalmente e ha creato danni alla superficie sabbiata;
  • non ha decontaminato e ha creato danni alla superficie macchinata;
  • non ha decontaminato e ha creato danni alla superficie sabbiata-mordenzata;
  • non ha decontaminato e ha creato lievi danni alla superficie elettrochimica.

Lo spazzolino rotante B:

  • ha decontaminato parzialmente e ha creato lievi danni alla superficie sabbiata;
  • ha decontaminato parzialmente e ha creato vari danni alla superficie macchinata;
  • ha decontaminato parzialmente e ha creato danni alla superficie sabbiata-mordenzata.
  • non ha decontaminato e ha creato danni alla superficie elettrochimica.

L’uso di air flow con polvere di glicina:

  • ha decontaminato totalmente e non ha creato danni alla superficie sabbiata;
  • ha decontaminato totalmente e ha creato danni alla superficie macchinata;
  • ha decontaminato totalmente e ha creato danni alla superficie sabbiata-mordenzata;
  • ha decontaminato totalmente e non ha creato danni alla superficie elettrochimica.

La coppetta:

  • ha decontaminato totalmente e non ha creato danni alla superficie sabbiata;
  • ha decontaminato parzialmente e ha creato un danno alla superficie macchinata;
  • ha decontaminato parzialmente e non ha creato danni alla superficie sabbiata-mordenzata;
  • ha decontaminato parzialmente e non ha creato danni alla superficie elettrochimica.

La punta in peek:

  • ha decontaminato totalmente e ha creato danni alla superficie sabbiata;
  • ha decontaminato totalmente e ha creato un leggero danno alla superficie macchinata;
  • ha decontaminato totalmente e ha creato un danno alla superficie sabbiata-mordenzata.
  • ha decontaminato totalmente e ha creato un danno alla superficie elettrochimica.

Lo spazzolino:

  • ha decontaminato totalmente e ha creato un leggero danno alla superficie sabbiata.;
  • ha decontaminato totalmente e ha creato danni alla superficie macchinata;
  • ha decontaminato parzialmente e ha creato danni lievi alla superficie sabbiata-mordenzata;
  • ha decontaminato parzialmente e ha creato danni lievi alla superficie elettrochimica.

Conclusioni

Dall’analisi eseguita emerge che lo spazzolino rotante A non è stato totalmente efficace e che i dischetti, dopo il passaggio, hanno arrecato gravi danni caratterizzati da solchi.
Lo spazzolino rotante B ha decontaminato in modo leggermente migliore rispetto allo spazzolino rotante A.

Anche i dischetti trattati con lo spazzolino rotante B hanno riportato danni alla superficie.
I dischetti trattati con air flow e polvere di glicina risultano completamente decontaminati con danni di lieve entità.

La coppetta ha decontaminato in modo parziale e non ha creato danni di superficie tranne sul dischetto a superficie macchinata, in cui si nota un solco molto accentuato.

Le superfici dei dischetti trattati con la punta in peek sono state completamente decontaminate ma riportano tutte, se pur lievi, danni.

L’utilizzo dello spazzolino ha avuto riscontri positivi su due superfici, sabbiata e macchinata, in cui ha totalmente decontaminato e sulle superfici sabbiata–mordenzata ed elettrochimica la decontaminazione è avvenuta in modo parziale.

I danni di superficie sono gravi solo nel trattamento macchinat; gli altri dischetti presentano, invece, danni di tipo lieve.

Il dispositivo d’elezione per il trattamento di mantenimento implantare risulta quindi essere l’air flow con polvere di glicina.

Alla luce dei risultati ottenuti possiamo però affermare che, se pur di lieve entità, i presidi da noi utilizzati arrecano tutti danni alle superfici.

Il mantenimento implantare migliore risulta quindi essere quello eseguito domiciliarmente dal paziente, perciò il ruolo dell’igienista dentale è fondamentale per la natura del suo compito, volto a istruire e motivare il paziente a una corretta igiene orale domiciliare.

Bibiliografia

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