XVI Congresso Commissione Nazionale dei Corsi di Studio in Igiene Dentale

Gli abstract delle presentazioni poster

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Bari
9, 10 giugno 2017

PRIMO CLASSIFICATO

Studio prospettico sull’efficacia della comunicazione mediante testo Braille nell’istruzione e nella motivazione all’igiene orale dei pazienti non vedenti e ipovedenti

L. Levrini, E. Jeropoli, C. Comi, L. Lebosi
Corso di Studio in Igiene Dentale, Università degli Studi dell’Insubria

Scopo Il progetto è volto al raggiungimento del migliore livello di igiene orale possibile. Per fare questo è stato creato un testo scritto in caratteri Braille che si affianca alla “classica” motivazione con aggiunta di istruzione mediante l’aiuto di un operatore. Gli obiettivi del lavoro sono: aumentare il grado di compliance dell’igiene orale nei pazienti non vedenti e ipovedenti, attraverso l’utilizzo di un testo in Braille associato ad un’istruzione pratica e verbale dell’operatore.

Materiali e metodi È stato selezionato un campione di 6 persone non vedenti o ipovendeti tra i 10 e i 90 anni che fossero collaboranti. Lo studio è stato suddiviso in quattro sedute in cui è stata eseguita una prima visita di igiene orale, una motivazione con testo in Braille e consegnato un test iniziale. In ogni seduta è stata ripresa la motivazione, valutato l’indice di placca ed eseguita un’igiene orale professionale. Infine è stato consegnato un test di gradimento.

Risultati Dalla ricerca svolta emerge che tutti i pazienti, che hanno aderito allo studio, hanno avuto un miglioramento, sia dal punto di vista dell’apprendimento che per quanto riguarda l’igiene orale domiciliare. Il testo in caratteri Braille, aiuta a far comprendere meccanismi che spiegati solo a voce risulterebbero troppo difficili da mettere in pratica.

Conclusioni Dalla ricerca effettuata si evidenzia la necessità di una motivazione accurata e personalizzata per i pazienti non vedenti o ipovedenti. Emerge che il ruolo dell’igienista dentale è alla base del miglioramento del paziente, ma che se accompagnato da ulteriori ausili, come il testo in Braille, è possibile raggiungere un miglioramento più evidente. I miglioramenti sono stati ottenuti sia nell’indice di igiene che nelle conoscenze teoriche.

SECONDO CLASSIFICATO

La promozione della salute orale nelle donne in epoca gestazionale e durante la prima infanzia attraverso campagne di educazione sanitaria

S. Leuci, F. Inchingolo, A. Abbinante, M.T. Agneta
Corso di Studio in Igiene Dentale, Università degli Studi di Bari
Coordinatrice, professoressa Danila De Vito

Scopo Il fenomeno delle nascite pretermine in Italia rappresenta il 13,5% di tutte le nascite. Si ipotizza, che, fra i molteplici fattori di rischio, anche la malattia parodontale agisca come fattore di rischio significativo (80%) per il basso peso alla nascita ed il parto pretermine. In particolare, sembrerebbe che l’eccesso dei patogeni orali associati alla malattia parodontale vengano coinvolti nella risposta infiammatoria materna o fetale. Gli obiettivi del lavoro sono: diffondere informazioni di importanza basilare attraverso la realizzazione di un progetto per la promozione della salute orale in epoca gestazionale e nella prima infanzia, il quale rappresenta la possibilità di aumentare e migliorare i comportamenti positivi che determinano la salute orale.

Materiali e metodi Sono stati predisposti incontri con le mamme e i bambini nei ‘’Centri Ludici Prima infanzia TreTrentaseiMesi’’ finanziati dal Comune di Bari, Assessorato al Welfare – Ufficio Minori (fondi PAC Infanzia) e gestiti dall’ATI composta dalle coop. soc. GEA e Progetto Città. L’obiettivo di tali giornate è stato quello di ottenere un confronto costruttivo e interattivo con i genitori.

Risultati L’analisi dei dati e gli incontri tenuti con i genitori hanno permesso di evidenziare che sussistono carenze dal punto di vista informativo. Il 98% dei bambini non ha mai eseguito una prima visita odontoiatrica entro i 36 mesi, atto che si rende indispensabile in quanto a 48 mesi si completa l’eruzione della dentizione decidua ed è necessario intercettare da subito eventuali problematiche con una diagnosi preventiva.

Conclusione Si rende indispensabile ed assolutamente necessaria la creazione di itinerari didattici multidisciplinari ai fini di diffondere protocolli di prevenzione sulla salute orale, in gravidanza e nella prima infanzia. Ci si prepone dunque l’obiettivo di realizzare uno sportello interattivo e di rendere tale progetto continuativo mediante il coinvolgimento di molteplici strutture a livello territoriale.

TERZO CLASSIFICATO

Alterazioni del cavo orale e qualità della vita
nel paziente sclerodermico. Aspetti clinici, capillaroscopici e condizionamenti psicologici

A. Antonacci, A. Abbinante, D. De Vito, E. Praino, C. Rotondo, F. Iannone* 
Corso di Studio in Igiene Dentale, Università degli Studi di Bari Coordinatrice, professoressa Danila De Vito
* Unità Operativa di Reumatologia Universitaria, Policlinico di Bari

Scopo La Sclerosi Sistemica è una malattia infiammatoria del tessuto connettivo caratterizzata da una risposta autoimmune che causa vasculopatia e accumulo di collagene nella pelle e negli organi interni. Gli obiettivi del lavoro sono: verificare gli effetti della malattia sul cavo orale del paziente sclerodermico e la sua influenza sulla qualità della vita, analizzando aspetti clinici, capillaroscopici e psicofisici. A tal fine è stato condotto uno studio osservazionale su 25 pazienti affetti, afferenti al reparto di Reumatologia del Policlinico di Bari, per rilevare possibili alterazioni nel cavo orale e nel distretto cervico-facciale, acquisendo dati sullo stato di salute dentoparodontale e sul microcircolo labiale e parodontale.

Materiali e metodi La raccolta dei dati ha previsto il rilevamento di indici specifici per la valutazione dello stato di salute dentoparodontale (PCR, PSR, DMFT, BEWE). Il microcircolo della mucosa orale è stato valutato in vivo grazie a una metodica non invasiva: la capillaroscopia orale. Sono stati somministrati test per verificare grado di depressione (SDS), ansia (SAS) e abilità funzionali (s-HAQ test), per valutare l’impatto della patologia sulla qualità della vita (WHOQOL-BREF test). È stato impostato un protocollo preventivo-terapeutico per alleviare la sintomatologia presente e ritardare la progressione delle patologie orali.

Risultati La deformità delle mani, l’ipomobilità di lingua, guance e labbra, la microstomia e la xerostomia compromettono in modo repentino le condizioni di igiene orale dei pazienti sclerodermici. La presenza di ectasie, rarefazione del reticolo, microemorragie e megacapillari alterano gravemente il microcircolo. La progressiva disabilità, i continui cambiamenti del loro aspetto e le conseguenti sofferenze fisiche favoriscono ansia e depressione.

Conclusioni Sulla base dei dati emersi, risulta fondamentale la collaborazione dell’igienista dentale con il reumatologo per l’attuazione di un piano preventivo e terapeutico personalizzato che consideri in modo prioritario il contesto bio-psico-sociale del paziente.

La sanità proattiva e il ruolo dell’igienista dentale

R. Damato,  F. Inchingolo,  D. De Vito
Corso di Studio in  Igiene Dentale, Università degli Studi di Bari

Scopo La gestione delle patologie croniche rappresenta la vera sfida per il futuro per le società cosiddette evolute, l’aumento della popolazione e delle aspettative di vita impongono cambiamenti nei modelli organizzativi delle risorse sanitarie, perché si passa da un modello di medicina d’attesa a un modello di sanità d’iniziativa, Chronic Care Model (CCM). Gli obiettivi del lavoro sono: dimostrare l’indiscutibile ruolo dell’igienista dentale in un moderno modello di sanità pubblica; divulgare la conoscenza delle relazioni tra la parodontopatia e lo stato di salute nei pazienti affetti da patologie croniche, migliorandone la qualità di vita.

Materiali e metodi È stata eseguita un’indagine a campione su 100 pazienti all’interno dei reparti dei malati cronici degli ospedali della ASL BAT in accordo con la direzione sanitaria. Sono state sottoposte semplici domande allo scopo di capire la loro consapevolezza della correlazione tra la loro salute orale e le conseguenze sul loro stato di salute giacché pazienti affetti da patologie croniche.

Risultati Il quadro che emerge non lascia spazio a dubbi interpretativi, è possibile affermare senza possibilità di essere smentiti, che non esista alcuna percezione o quasi della patologia parodontale tra i pazienti affetti da MCNT. Il 95% degli intervistati non conosce il significato della parola “parodontite”, il 98% degli intervistati, non ha mai associato alla patologia orale alcuna possibile conseguenza sul controllo delle patologie croniche di cui è affetto.

Conclusione Il CCM è l’unica strada possibile, per un’ottimale gestione della sanità pubblica e la consapevolezza del paziente sulla sua situazione clinica e il suo coinvolgimento attivo, è la chiave del successo. Non vi è conoscenza alcuna della malattia parodontale e delle relative conseguenze, per cui alla luce di quanto detto sino ad ora la figura dell’igienista dentale è indispensabile per questo salto di qualità all’interno delle strutture pubbliche ed è indiscutibile la sua legittimità all’interno di quel team multiprofessionale al centro di questo innovativo approccio al paziente.

Ozonoterapia della gengivite marginale in pazienti con trattamento ortodontico fisso multibrackets

S. Strammiello, D. Di Venere, A. Abbinante, D. De Vito 
Corso di Studio in  Igiene Dentale, Università degli Studi di Bari

Scopo La presenza di brackets e bande sugli elementi dentali rappresenta un fattore di ritenzione per l’accumulo di placca batterica che favorisce conseguenti processi infiammatori. L’ozono è una molecola costituita da tre atomi di ossigeno, utilizzata in molti trattamenti in medicina e odontoiatria, con effetti analgesico, bio-stimolante e antimicrobico. L’obiettivo del lavoro è valutare gli effetti benefici dell’ozonoterapia nel trattamento della gengivite marginale in pazienti con apparecchiatura ortodontica fissa multibrackets.

Materiali e metodi Sono stati selezionati 15 pazienti in cura presso il Reparto di Odontoiatria Infantile e Ortognatodonzia dell’UO di Odontoiatria del Policlinico di Bari. Sono stati rilevati gli indici PCR e BOP per la valutazione della salute orale in 3 momenti (T0, T1, T2) a distanza di 15 giorni. L’applicazione di acqua ozonata è stata effettuata in ambulatorio attraverso uno specifico idropulsore sui quadranti 1-3 di tutti i pazienti coinvolti. È stata inoltre richiesta la compilazione di un questionario sulle abitudini di igiene orale domiciliare.

Risultati A ogni rilevamento è stato riscontrato un miglioramento generale degli indici. I quadranti trattati con ozono hanno comunque mostrato una maggiore riduzione del PCR ed un marcato miglioramento del BOP, a conferma dell’azione antiinfiammatoria dell’ozono.

Conclusioni Alla luce dei risultati ottenuti si evince, che pur non avendo ottenuto risultati statisticamente significativi, c’è stato un miglioramento generale del quadro clinico. L’irrigazione con acqua ozonata si è infatti mostrata efficace nel migliorare l’igiene orale e ridurre l’infiammazione gengivale. Per avvalorare i risultati ottenuti dallo studio è auspicabile un protocollo terapeutico che preveda un numero maggiore di sedute di irrigazione con periodi di follow up più lunghi e una preventiva motivazione del paziente alle corrette metodiche di igiene orale.

Approccio non chirurgico della malattia parodontale: sinergismo tra regime alimentare, terapia convenzionale, LLLT e applicazione topica di antibiotico

A. Sinesi, A. Defazio, S. Cefola, D. De Vito 
Corso di Studio in  Igiene Dentale, Università degli Studi di Bari

Scopo La costante attualità delle parodontopatie induce sempre più gli operatori a pianificare protocolli terapeutici. A tal fine e in considerazione della minor propensione a trattamenti chirurgici, si è ipotizzato un protocollo terapeutico che preveda interventi “locali” e “sistemici”.

Materiali e metodi Dopo un’attenta anamnesi e un’accurata indagine circa le abitudini alimentari del paziente, abbiamo costantemente rilevato diete incongrue in quanto sbilanciate soprattutto nel contenuto di antiossidanti. Nel nostro lavoro quindi, la chiave di volta è stata l’attuazione di un regime alimentare personalizzato. L’instaurazione di una dieta integrativa ha costituito premessa fondamentale per una maggiore efficacia delle ulteriori terapie messe in atto.

Risultati Le sedute di igiene orale professionale e domiciliare, le procedure di irradiazione con laser Nd:YAG a bassa potenza e le applicazioni topiche di gel parodontale con doxiciclina hanno notevolmente migliorato la situazione parodontale del paziente.

Conclusioni È nostra convinzione che ci sia stato un sinergismo tra il regime dietetico messo in atto e le successive terapie, che ci hanno permesso di ottenere un migliore trofismo dei tessuti, la risoluzione dello stato flogistico e una celere formazione di nuovo attacco epitelio connettivale.

Epulide gravidica: sinergismo tra terapia parodontale non chirurgica e assunzione di probiotico (L. Reuteri)

A. Sinesi, A. Soriani, V. Giuliani Ro’, M.T. Agneta, D. De Vito
Corso di Studio in Igiene Dentale, Università degli Studi di Bari

Scopo L’alterazione del fisiologico ciclo bio-ormonale, tipica del periodo gravidico, è fattore predisponente dell’epulide gravidica, iperplasia localizzata della matrice connettivale. Il presente lavoro si pone l’obiettivo di valutare la possibilità di risolvere un caso di epulide gravidica con la sola terapia parodontale non chirurgica in associazione all’assunzione di probiotici (L. Reuteri).

Materiali e metodi La paziente, alla 38esima settimana di gestazione, presentava una importante e diffusa gengivite con notevole iperplasia con pseudo-tasche ed epulide gravidica a livello del 21. La gestante è stata sottoposta alla preparazione iniziale, motivazione, istruzione all’igiene orale, trattamento di debridement parodontale. Dopo un’accurata igiene orale, ha assunto esclusivamente 1 compressa di probiotico L. Reuteri mattina e sera per 2 mesi.

Risultati Nel controllo eseguito a 1 mese epulide gravidica appariva notevolmente regredita, riduzione delle pseudo-tasche, completa assenza di essudato purulento, la gengiva appariva di colorito roseo ed un aspetto a buccia d’arancia abbozzato in alcuni punti.
Conclusioni L’utilizzo del probiotico L. Reuteri costituisce un elemento fondamentale nel protocollo della terapia parodontale non chirurgica e, nel nostro caso, con la risoluzione dell’epulide gravidica senza l’intervento chirurgico di escissione. La chiave del successo terapeutico risiede nel sinergismo tra strumentazione parodontale non chirurgica e probiotico L. Reuteri, in concomitanza con una completa concordance della paziente. L’utilizzo del probiotico L. Reuteri può quindi costituire un’alternativa al trattamento parodontale con antisettici orali nei casi in cui il trattamento convenzionale non sia indicato come per esempio in gravidanza.

Valutazione e prevenzione dell’erosione dentale nei nuotatori agonisti

L. Levrini, C. Crosti, C. Comi, C. Bernocchi
Corso di Studio in Igiene Dentale – Università  degli  Studi dell’Insubria

Scopo Studi internazionali riportano evidenze significative di erosione dentale nei nuotatori che si allenano per diverse ore in acqua clorata. Poiché in Italia non è mai stato condotto uno studio simile, lo scopo è quello di valutare l’eventuale erosione e sensibilizzare i nuotatori su tale aspetto e su come prevenirlo. L’obiettivo del lavoro è la prevenzione dell’erosione dentale nei nuotatori agonisti e valutazione del potenziale erosivo dell’acqua clorata.

Materiali e metodi È stato selezionato un campione di 37 nuotatori agonisti con annotazione dell’indice di placca e di erosione. È stato consegnato un questionario riguardante abitudini alimentari e di igiene orale. È stata effettuata prima e dopo l’allenamento una misurazione del pH sulle superfici interprossimali di incisivi e molari superiori, nell’area sublinguale e nel vestibolo inferiore mediante l’utilizzo di strisce indicatrici di pH (pH 4,0-7,0 Merck KGaA). Analogamente è stavo valutato il pH dell’acqua della piscina. Per la durezza totale, cloro totale, cloro libero, alcalinità e fosfati sono stati utilizzati test colorimetrici (Swim Doctor, Bestway; “Phosphate Test Strip, La Motte).

Risultati Differenze statisticamente significative della variazione del pH orale sono state riscontrate tra prima e dopo l’allenamento nei 4 siti di riferimento: interprossimale tra 1.1 e 1.2, tra 1.5 e 1.6, sublinguale e vestibolo inferiore. Il BEWE medio degli atleti è stato di 4,05.

Conclusioni I risultati ottenuti evidenziano una forte interdipendenza tra allenamento sportivo natatorio e pH salivare, quest’ultimo dopo l’allenamento è risultato più acido rispetto al valore iniziale: ciò è favorito dal pH acido della piscina, con valore medio di 5,5. Inoltre l’alcalinità e durezza totale dell’acqua sono risultate basse rispetto agli standard internazionali perciò la capacità tampone viene meno, abbassando ulteriormente il pH. Tra i fattori di rischio dell’erosione dentale riscontrata nell’84% dei nuotatori c’è anche la variazione di pH salivare risultata statisticamente significativa.

L’igiene orale in tutte le lingue del mondo:
un atlante per la comunicazione

L. Levrini, M. Gangale, C. Comi, F. D’Anteo
Corso  di  Studio in Igiene  Dentale, Università  degli Studi dell’Insubria

Scopo La società italiana sta cambiando a causa del fenomeno della globalizzazione e dell’immigrazione. Questo ha fatto sì che sia cambiato il rapporto tra il medico, il quale vende un servizio – bene – fiducia, e il paziente. Le difficoltà che s’incontrato nel trattamento di un paziente straniero sono legate alla sfera comunicativa, linguistica e culturale, poiché ci sono differenze di cultura, di status e di conoscenze. Inoltre si deve ricordare che l’appartenenza a un mondo culturale diverso comporta una percezione differente del concetto di salute e malattia. L’obiettivo del lavoro è la creazione di un atlante, riguardante le manovre d’igiene orale, illustrato e tradotto in tante lingue, al fine di facilitare la comunicazione.

Materiali e metodi Si è analizzato il flusso migratorio in Italia e si è studiata la richiesta di accesso ai servizi di cura dentistici da parte delle popolazioni immigrate. Da qui è nata l’idea di costruire l’atlante.

Risultati Per la realizzazione dell’atlante sono serviti un modello di traduzione con frasi brevi, semplici, comprensibili a tutti; traduttori, editor e fumettista. I traduttori reclutati sono stati madrelingua e, per facilitare il riconoscimento, sono state realizzate delle illustrazioni diverse secondo i tratti somatici tipici della popolazione di riferimento. È stato realizzato l’atlante con l’aiuto del fumettista. Le lingue in cui è stato tradotto sono: greco, svedese, cinese, inglese, polacco, slovacco, norvegese, francese, turco, tedesco, russo, rumeno, albanese, arabo, spagnolo.

Conclusioni Quando la comunicazione trova degli ostacoli diventa inefficace. Rendere efficace la comunicazione serve per comunicare informazioni, suggerire comportamenti e stili di vita corretti, motivare il paziente. Potenziare la comunicazione significa aiutare la comprensione reciproca, che, se non ci fosse, non porterebbe a risultati.