Revisione bibliografica: efficacia del laser a diodi nella terapia parodontale non chirurgica

Periodontal disease; Semiconductor; Diode laser; Non-surgical therapy

laser a diodi
Fig. 1 PubMed img. Systemic rewiew 2014.

Introduzione

Nel corso degli anni e con l’introduzione del laser nella comune pratica clinica odontoiatrica, sono state redatte numerose revisioni bibliografiche con la finalità di valutare l’efficacia della terapia fotodinamica.

L’utilizzo di questa strumentazione di supporto nasce con la necessità di trovare nuove terapie cliniche per una patologia del cavo orale molto diffusa: la parodontite.

L’azione antibatterica, emostatica e biostimolante della radiazione laser si è posta inizialmente come risolutiva nei confronti della patologia. Numerosi studi ne dimostrano l’efficacia e numerosi altri ne dimostrano solo una parziale efficacia.

Il nostro elaborato ha la finalità di verificare, attraverso una revisione bibliografica, la significatività statistica dei risultati riscontrati in letteratura e trarne una valutazione comune.

L’obiettivo della revisione è quello di valutare l’efficacia di uno strumento utile come supporto alla tradizionale terapia parodontale non chirurgica.

La lettura e lo studio degli articoli, inoltre, pone attenzione alla spiegazione inerente a controversie tra utilizzo ed efficacia dello strumento.

Sono stati revisionati dunque articoli di vario tipo e vario genere (Fig. 1), appartenenti tutti al gruppo delle evidenze scientifiche, con la finalità di individuare, oltre a una linea di pensiero comune, anche eventuali bias.

Sebbene molti studi sono stati condotti nel tempo, a oggi, molti igienisti de

laser a diodi
Fig. 1 PubMed img. Systemic rewiew 2014.

ntali utilizzano il laser a diodo nella terapia parodontale non chirurgica, perché?

L’obiettivo della revisione si pone come intermediario per la risposta a tale quesito.

Materiali e metodi

Per il seguente elaborato è stata consultata la banca dati di PubMed, utilizzando per la ricerca dei filtri e dei termini MeSh che sono stati appositamente collegati con degli operatori booleani.

All’interno della revisione sono stati analizzati solo articoli che mettessero a confronto una strumentazione tradizionale di SRP con una terapia parodontale non chirurgica associata al laser. I parametri ricercati e valutati per ogni articolo sono stati: CAL (Clinical Attachment Level), BoP (Bleeding on probing), PD (Probing depth) e IF (fattori proinfiammatori).

Sono stati analizzati articoli che prevedessero l’utilizzo di un laser a diodi e talvolta di un laser differente purché ne fosse specificato il confronto con il laser a diodi. Fondamentale alla raccolta dei dati e alla comprensione della revisione, è stata l’attenzione rivolta ai protocolli utilizzati nei vari studi. I termini MeSh utilizzati sono stati «human», «semiconductor», «diode laser», «periodontal disease», «nonsurgical therapy». Per quanto riguarda la limitazione dei criteri di inclusione e di esclusione, sono stati utilizzati filtri con lasso temporale inserendo i termini «10 Years» e «5 Years» .

I filtri e i termini MeSh sono stati collegati poi con gli operatori booleani «OR», «NOT», «AND». La ricerca ha selezionato una totalità di 117 articoli che sono stati poi sottoposti a un’ulteriore selezione in base al titolo, al contenuto dell’abstract e all’analisi dell’intero elaborato.

I risultati ottenuti sono stati inserirti poi in un’apposita tabella e in ulteriori grafici per rilevare le percentuali di eventuali miglioramenti e il loro valore a livello statistico.

Risultati

I risultati ottenuti sono stati inseriti nella tabella 1. Nella prima colonna si trovano gli articoli numerati in modo sequenziale, per ogni colonna sono state assegnate delle «X» qualora il parametro corrispondente fosse presente all’interno dell’articolo. Le caselle lasciate vuote riguardano, invece, un mancato riscontro all’interno dell’elaborato.

Per ogni articolo è stata assegnata inoltre una didascalia per indicare la tipologia dell’articolo stesso e dello studio citato al suo interno. Da ricordare che ogni articolo non segue il medesimo protocollo, ma al contrario per ogni elaborato si riscontrano protocolli differenti, non omogenei e talvolta con parametri di settaggio non specificati. Tale situazione provoca pareri discordanti in merito all’utilizzo del laser e di conseguenza alla validità scientifica degli elaborati stessi.

Valore statistico

  • articoli valutati con valori statisticamente non significativi
  • articoli valutati con valori statisticamente significativi

La figura 2 illustra come solo un 37% degli articoli valutati riporta valori statisticamente significativi, il restante no. Tale risultato afferma sostanzialmente che il miglioramento ottenuto da una terapia laser è lieve e non abbastanza importante da assumere un valore statistico.

Utilizzo di un protocollo dettagliato

  • valori che utilizzano un protocollo non dettagliato
  • valori che utilizzano un protocollo dettagliato

La figura 3 indica che il 63% utilizza un protocollo dettagliato, mentre il 37% no. Tale dato resta però incongruo, in quanto è stato riscontrato, a seguito di un ulteriore analisi, che solo un 11% utilizza un protocollo analogo o quantomeno paragonabile.

Discussione e conclusioni

Sebbene i risultati riscontrati evidenzino tutti un miglioramento dei parametri considerati, non vi è un riscontro in senso statistico.

Il miglioramento di CAL, BoP, PD e IF è stato registrato nella maggior parte dei protocolli utilizzati: sarà questo il motivo per cui numerosi igienisti dentali a oggi continuino a utilizzare il laser nella terapia parodontale non chirurgica?

Durante la ricerca abbiamo riscontrato un articolo che risponde proprio a tale quesito. Si suppone che le controversie legate all’utilizzo del laser a diodi in parodontologia e più strettamente alla sua efficacia nella terapia parodontale di supporto, siano legate in primo luogo alla mancanza di omogeneità dei protocolli.

Nella letteratura è stata riscontrata dunque un’eccessiva libertà di utilizzo dei protocolli, di settaggio degli strumenti, di esposizione tra radiazione e tessuto.

Tutti questi parametri e altri tipi di variabilità contribuiscono a creare controversie e dispute in merito all’efficacia di tale strumento.

Di fatto, moltissimi professionisti proseguono nell’utilizzo del laser, non come sostitutivo della tradizionale SRP, ma giustamente come ausilio e supporto a una terapia da anni riconosciuta e utilizzata.

A oggi, per rispondere alle controversie, sarebbe necessario condurre degli studi impostando lo strumento con lo stesso settaggio, definendo parametri omogenei e identici per ogni tipo di protocollo e selezionando pazienti con caratteristiche simili, con la finalità unica di creare un’evidenza scientifica utile come linea guida alla terapia parodontale non chirurgica laser assistita.