Acqua: semplice, essenziale, misteriosa

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acqua

Tempo fa era stato rifiutato un mio articolo molto avanguardistico sull’alimentazione. Avreste potuto leggere circa 15 anni fa quello che molti nutrizionisti scrivo oggi.

Colui che lo aveva bocciato mi scrisse indignato, chiedendomi come mi permettevo di scrivere un articolo sulla nutrizione dato che ero un igienista dentale.

Io risposi che mi ero laureato con una tesi in trofologia e che avevo un master in nutrizione e uno in supplementazione della Federazione Italiana Fitness (riconosciuta dal CONI). Ma a nulla sono valse queste credenziali: «Questi non sono titoli accademici, lei non si deve permettere!».

Quindi l’articolo fu cestinato.

Oggi, forte di un Master universitario in “Nutrizione e dietetica applicata”, torno a parlare del mio primo amore, la nutrizione, anche se i concetti di base sono sempre gli stessi, molti dei quali espressi negli anni settanta/ottanta.

Per cominciare vi chiederete che cos’è la trofologia. Con la parola trofologia, che deriva dal greco (tropho vuol dire nutrire e logia studio scientifico), si intende definire la vera scienza della nutrizione (1).

Qualche lettore potrà ribadire che io ne posso parlare perché ho un master universitario (ormai siamo in parecchi ad averlo), ma ciò non è corretto, perché noi igienisti dentali annoveriamo tra le nostre competenze anche l’istruzione e la motivazione del paziente riguardo a un corretto stile di vita, fornendo quindi anche le norme per un’alimentazione razionale ai fini della tutela della salute dentale.

Se possiamo fare ciò vuol dire che una competenza in merito dovremmo averla.
Questo apre un campo molto vasto di cui scrivere e parlare.

Purtroppo non tutti hanno le stesse competenze, c’è chi è più ferrato su un argomento e chi su un altro (altrimenti non frequenteremmo corsi e congressi dopo tanti anni di attività); quindi partiamo dall’abc.

Spesso sentiamo parlare di nutrizione, alimentazione, dieta, ma a volte bastano poche e semplici regole per migliorare la nostra salute e quella dei nostri pazienti.

Gli alimenti sono di vario tipo e possiamo dividerli in: macroalimenti (grassi, proteine, carboidrati) e microalimenti (vitamine, sali minerali, oligoelementi, elementi traccia), ma, se dobbiamo iniziare a migliorare la nostra salute, dobbiamo partire dall’acqua: alimento principe e spesso trascurato o non considerato.

L’idratazione = l’acqua

La prima domanda da porci è: quanta acqua assumiamo giornalmente? Spesso per questioni di tempo, lavoro o pigrizia ci dimentichiamo di berne la giusta quantità.
Ma qual è il fabbisogno giornaliero? Io direi almeno 1,5 litri di acqua da assumere fuori pasto (2).

Spesso lievi malesseri posso nascondere disidratazione, essendo abituati a reprimere il sintomo della sete presi dal vortice frenetico della vita moderna.

Quanta acqua assumiamo giornalmente?
Spesso per questioni di tempo, lavoro o pigrizia ci dimentichiamo
di berne la giusta quantità.
Ma qual è il fabbisogno giornaliero? Io direi almeno 1,5 litri di acqua
da assumere fuori pasto

Alla paziente che lamenta occasionali dolori di testa durante la visita chiedo sempre quanta acqua beva, e la risposta è sempre la stessa: poca, oppure abbastanza. Ma abbastanza quanto? La risposta è: una bottiglietta, o al massimo due bottigliette, cioè un litro. È assolutamente insufficiente! Insomma bere molta acqua, 1,5/2 litri al dì fuori dei pasti, è fondamentale.

Noi siamo principalmente fatti di acqua, quasi tutto dentro di noi comunica tramite l’acqua, e se quest’acqua non viene ricambiata si sporca, la comunicazione è resa difficile, le tossine si accumulano eccetera.

L’acqua assolve una funzione importante di trasporto delle sostanze nutritive e contemporaneamente dei prodotti residui del metabolismo.

L‘elevata conducibilità termica dell’acqua è tale che permette il mantenimento della temperatura fra le cellule dell’organismo, senza contare che la sua evaporazione a livello del derma garantisce il controllo della temperatura in caso di eccessivo innalzamento.

Per questo motivo le variazioni del contenuto di acqua devono essere sempre riequilibrate.
L’acqua è un ottimo antinfiammatorio, raccoglie tossine e scorie che poi vengono eliminate tramite alcuni organi emuntori.

Dobbiamo sapere che l’organismo è in grado di sopportare la privazione di acqua, a differenza della mancanza di cibo, solo per pochissimo tempo. Bisogna tenere presente che in alcune situazioni l’organismo può arrivare a perdere 12 litri di acqua in 24 ore.

Prima regola: bere!

Quindi: imperativo bere. Poi tutti gli altri alimenti sono indispensabili.

Cosa invece non si deve bere, o almeno limitarne il consumo: bibite zuccherate e gassate, super alcolici; il vino, possibilmente rosso, nella misura di mezzo bicchiere a pasto, oppure una birretta la settimana, senza eccedere con il caffè o il tè fermentato (anche se sembra che il caffè di tipo arabica abbia proprietà benefiche), il tè verde, che è ricco di polifenoli ossidati (tannini), ma è doviziosamente dotato di flavonoidi antiossidanti (Epigallocatechina-gallato) e ha sicuramente un effetto benefico sull’organismo (3).

Sì a tisane o infusi, ma quelli giusti e con giusta cognizione di causa, così come le spremute o i succhi. Infatti, la spremuta d’arancia bevuta la mattina può essere un toccasana, ma la sera può introdurre una nottata d’inferno.

Quando bere non basta

Dobbiamo dire che a volte bere non basta e risulta necessario aiutare gli organi a svuotarsi di tutte le tossine accumulate: i drenanti di origine naturale possono essere un aiuto per ritrovare il giusto equilibrio.

Inoltre, esistono prodotti registrati come integratori che possiedono ottimi effetti fisiologici.

Non solo acqua

Altra cosa da tener presente è che l’acqua non è semplicemente acqua.

In Italia, dove le medicine tradizionali non godono di grossi consensi (anzi spesso sono osteggiate), abbiamo, però, il servizio sanitario nazionale che eroga cure di idrologia e quindi la cura con le acque minerali (pertanto idrologia e omeopatia apparirebbero come un ossimoro).

In questo caso l’aggettivo minerale non riguarda la mineralizzazione “cioè il contenuto minerale dell’acqua”, ma sta a indicare che l’acqua possiede proprietà farmacologiche che la distinguono dalle acque potabili.

Esistono acque minerali che possono essere bevute normalmente anche al pasto, giovandosi così delle loro proprietà (4).

Insomma, il detto “facile come bere un bicchier d’acqua”, se ben analizzato, non ha nulla di facile e se poi consideriamo che quanto qui esposto è solo una piccola introduzione all’argomento, molti sono gli interrogativi a cui dovremmo rispondere e si potrebbe parlare a lungo dell’acqua e delle sue infinite, sorprendenti caratteristiche, ma per ora lasciatemi solo tirare questo sasso nello stagno!

Bibliografia

  1. Luigi Costacurta, La nuova dietetica, edizioni di medicina naturale di Baccichetti Fanny & C. S. n. c. p, Conegliano (Tv) 2002, pag. 82
  2. SALUTE 11 – Alimentazione e benessere, fondazione Umberto Veronesi, edizioni RCS libri Milano 2006. Pag 38
  3. Nico Valerio, Manuale di terapie con gli alimenti, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1995, pag. 134,135
  4. SALUTE 12 – Medicine naturali, fondazione Umberto Veronesi, edizioni RCS libri Milano 2006. Pag. 372