Terapia chelante anche per noi operatori

235

Troppo spesso concentrati a risolvere i problemi dei nostri pazienti, trascuriamo la nostra persona. Le terapie chelanti o drenanti che prescriviamo, consigliamo o solo suggeriamo ai pazienti per le varie procedure terapeutiche a cui vengono sottoposti, solo per avere una migliore risposta alle terapie consigliate, danno ottimi risultati. Perché: è concetto comune a tutte le medicine tradizionali che “lavorare su di un terreno pulito migliora i risultati terapeutici prima, e di riequilibrio, poi”.

Ma se i pazienti sono sottoposti a continui stress, agenti intossicanti, bioaccumulo, onde elettromagnetiche solo per citarne alcuni, gli operatori non ne sono immuni; anzi per quanto ci riguarda lo siamo maggiormente rispetto ai nostri pazienti.

Prendiamo in considerazione, per esempio, il bioaccumulo. L’odontoiatra e, in maniera minore, anche l’igienista dentale nella loro pratica quotidiana vengono a contatto con metalli tossici che sono molto spesso polverizzati nell’ambiente di lavoro. Basti pensare alla limatura di monconi in metallo, alla rimozione di amalgama per l’odontoiatra o gli spray nell’igiene orale per l’igienista. Quest’ultimo, pur facendo molta attenzione, non può isolare i denti otturati con amalgama e capita spessissimo che, durante l’air polishing o la lucidatura, il getto, la coppetta o spazzolino tocchi la vecchia otturazione, rimuovendo l’ossido che si è formato sopra il metallo, distribuendo così particelle nell’ambiente (1). Questo è solo un caso. Come accennato sopra, se i nostri pazienti entrano in contatto con gli elementi sopracitati perché noi operatori dovremmo esserne immuni?

Ribadisco che tutte le medicine tradizionali consigliano di detossificare l’organismo; Ippocrate disse: «Gli umori che non vengono depurati dalle distillazioni della digestione e del metabolismo formano il sangue cattivo o impuro». Per dirla in chiave moderna, la distribuzione dei fluidi nel corpo è data dal sistema cardiocircolatorio con i suoi vasi venosi e arteriosi, dal sistema linfatico e dai fluidi extracellulari o interstiziali che sono in continuità con l’ambiente liquido citoplasmatico.  È di cruciale importanza per tutti questi sistemi interconnessi la conservazione delle dinamiche e dei flussi di liquidi affinché non si verifichi la stagnazione e, di conseguenza, il degrado della loro composizione con il danno conseguente che ciò può arrecare alle cellule e ai tessuti circostanti.

In altri termini, dobbiamo aiutare il nostro organismo a eliminare le impurità, siano esse di tipo esogeno o endogeno; insomma dobbiamo depurarci, drenarci, detossificarci, alcalinizzarci per permettere al nostro organismo di lavorare al meglio.

In queste pagine ho già avuto modo di parlare, negli anni passati, sia dei drenanti che dei chelanti, ma mai con l’occhio rivolto all’operatore; spero, quindi, di risultare utile, ma soprattutto di incuriosirvi e spingervi a porvi domande, indispensabili per una crescita culturale.

TERAPIA CHELANTE COME, QUANDO PERCHé

Quando dobbiamo farlo? Almeno due volte l’anno o meglio ai cambi di stagione.
Quanto deve durare il trattamento? Da un mese (se viene effettuato a ogni cambio di stagione) a due mesi (se viene effettuato due volte l’anno). Queste potrebbero essere delle indicazioni di massima.
Cosa assumere? Si potrebbe scrivere un libro solo sulle droghe, oligoelementi, sali minerali, funghi e alghe che ci possono venire in aiuto, quindi mi limiterò alla descrizione di alcuni dei prodotti che uso nella mia pratica clinica. Parleremo quindi di piante singole ma soprattutto di miscele già sapientemente preparate.

SOLIDAGO O VIRGA AUREA

È una delle piante che propongo sempre in primo approccio, perché è economica e facile da usare, ma di sapore poco gradevole.

Come usarlo?
Il consiglio è di mettere 90/100 gocce in 1,5 litri di acqua e bere il tutto durante la giornata lontano dai pasti. La durata della terapia varia da un minimo di 40 giorni a un massimo di tre mesi.

Perché consigliarlo?
Il nome Solidago deriva dal latino solido, cioè rendere sano, rinforzare. Fu largamente usata nel medioevo e il suo costo, specialmente in Gran Bretagna, era molto elevato; è sempre stata considerata una pianta diuretica e depurativa.

Componenti principali
Olio essenziale; flavonoidi: quercitrina, rutina, isoquercitrina, astragalina; saponine triterpeniche; tannini catechici; acido caffeico e clorogenico; virgaureoside A, leiocarposide. 

Proprietà e applicazioni farmacologiche
L’attività dei componenti della solidago, o virga aurea, è mirata principalmente verso tessuti come reni e le pareti dei vasi sanguigni: diuretico volumetrico, azoturico e uricosurico per la presenza di flavonoidi e triterpeni; antinfiammatorio e analgesico, deve questa azione anche al leiocarposide. La pianta viene utilizzata come adiuvante nel trattamento delle infezioni batteriche delle vie urinarie. La tintura madre aumenta la diuresi del 200-400%. Può essere utilizzato nelle dermatosi micotiche e nella candida. Per le sue proprietà astringenti, decongestionanti e antinfiammatorie può essere impiegato nelle stomatiti e nelle infiammazioni della gola. 

Ha tossicità nulla, ma è controindicato nell’insufficienza renale. Non sono conosciute interazioni farmacologiche significative dal punto di vista clinico, però potrebbe aumentare l’effetto diuretico di alcuni farmaci.

I preparati
Tra i preparati già miscelati, un prodotto che utilizzo anche su di me e che altri colleghi usano regolarmente è Drena & Depura (Fitomedical). Questo prodotto ha come bersaglio i fluidi interstiziali e ha la capacità di attivare il drenaggio stimolando le dinamiche dei flussi dei fluidi nei tessuti e, di conseguenza, la rimozione dei rifiuti metabolici orientandoli verso le differenti vie di eliminazione, cioè gli apparati emuntori. Un’altra caratteristica importante è l’azione tonica sui sistemi sottoposti a sforzo durante le diverse fasi dei processi di drenaggio e depurazione (2). Oltre alla Virga aurea, i componenti sono: poria, karkadè, mango, dattero, ribes rosso e schisandra.

Un’altra combinazione utile per l’operatore ha una formulazione che favorisce l’azione chelante e l’allontanamento di sostanze come metaboliti di scarto, tossine e metalli pesanti (Alkadren, Renaco). Queste sostanze nocive, esogene o endogene che siano, si accumulano e non vengono smaltite, creando uno stato di acidosi che favorisce sia lo stato infiammatorio che allergico. Quindi la necessità di basificazione è importante, il prodotto è indirizzato anche a questo. Il principio di questa formulazione si basa sulle proprietà antinfiammatorie, depurative, antiossidanti, chelanti a livello cellulare e drenanti. Il preparato contiene: coriandolo, clorella, ortica, curcuma, equiseto, litotamnio, magnesio, zinco acetato.

CARATTERISTICHE DEI SINGOLI COMPONENTI

Poria
Si tratta di un fungo che viene considerato un tonico generale e un drenante sistemico, diuretico (3) e riequilibratore delle dinamiche dei fluidi. Contiene soprattutto polisaccaridi ad alto peso molecolare, in particolare i β (1,3-1,6) -D-glucani responsabili delle proprietà di questo fungo. I componenti attivi biologicamente presenti nel fungo Poria sono rappresentati da polisaccaridi, triterpeni, acidi grassi, steroli ed enzimi che si ritrovano nello sclerozio essiccato e polverizzato.

Karkadè
I fiori dell’Hibiscus vengono ampiamente usati anche in Europa come dissetante e diuretico. Il karkadè contiene acidi organici (acido malico, ibiscico, citrico, tartarico, ossalico, ascorbico) e fitosteroli e antocianosidi, che conferiscono proprietà diuretiche e antisettiche delle vie urinarie. È un rimedio per l’ipertensione; recenti studi ne hanno evidenziato le spiccate capacità regolatrici della pressione sanguigna, perché se da un lato permette l’eliminazione delle tossine e le sostanze in accumulo attraverso la diuresi, dall’altra l’azione fluidificante del sangue permette un migliore funzionamento dell’intero sistema cardiocircolatorio, grazie anche ai polifenoli, presenti nel suo fitocomplesso. 

Mango
L’abbondanza di carotenoidi contenuti nel frutto svolgono un’attività antiossidante a livello degli ambiti idrofobi e in particolare delle membrane cellulari. Il mango è ricco di vitamine, tra le quali spiccano soprattutto l’acido ascorbico (vitamina C), il betacarotene e luteina, zeaxantina (carotenoide), retinolo (o provitamina A). Il mango è ricco di polifenoli (quercetina, acido gallico, acido caffeico, catechine, kaempferolo, mangiferina, tannini e xantoni) (4).

Questi componenti gli conferiscono interessanti proprietà citoprotettive, neuroprotettive, immunomodulanti e antinfiammatorie (acido caffeico).

Dattero
Ha proprietà antiossidanti perché contiene carotenoidi. Queste molecole, da considerare come i precursori della vitamina A, hanno la capacità di inattivare i radicali liberi presenti a livello cellulare. Ha proprietà antinfiammatorie e l’assunzione è associata a una minore produzione di molecole proinfiammatorie come le COX-2 (5).

Ribes rosso
L’inserimento di questo frutto all’interno del fitocomposto è dovuto alla notevole presenza di antocianosidi e altri polifenoli (licopene) che svolgono un’azione antiradicalica e migliorano la funzionalità renale.

Schisandra
Tonico adattogeno, è particolarmente indicato come protettore del fegato da sostanze tossiche di origine metabolica o da xenobiotici (mercurio). Molto interessante è l’azione dei lignani contenuti nella Schisandra sull’espressione genica delle monoossidasi (CYP3A).

Coriandolo, coriandrum sativum
Quest’erba da cucina è in grado di mobilitare mercurio, cadmio, piombo e alluminio tanto nelle ossa che nel sistema nervoso centrale. È probabilmente l’unico agente efficace nel mobilitare il mercurio immagazzinato nello spazio intracellulare (allegato ai mitocondri, tubulina, liposomi ecc.) e nel nucleo della cellula (invertendo il danno al DNA da mercurio) (6). Essendo la sua azione di rimozione molto efficace, le tossine rimosse dal coriandolo possono inondare il tessuto connettivo (ove risiedono i nervi) con un elevato effetto dannoso dei metalli, che erano precedentemente situati in posti nascosti (stoccati) e meno pericolosi. Questo processo di re-intossicazione può essere facilmente evitato con l`assunzione contemporanea di un agente chelante che possa assorbire le tossine nel tratto intestinale, quale la zeolite o la clorella.

Clorella
Oltre che per diversi effetti benefici, la clorella è un’alga conosciuta per le sue proprietà disintossicanti da tutti i metalli tossici e dalle tossine ambientali. Questo la rende perfetta per affiancare il coriandolo in una cura disintossicante.  L’alga è monocellulare, ricchissima di clorofilla e cresce nei fiumi asiatici, possiede 38 volte più proteine della soia e 55 volte quelle del riso, fornendo 9 amminoacidi essenziali e molteplici vitamine e minerali (vitamina A, tutto il gruppo B ed E) (7).

Equiseto, Equisetum arvense L.
L’equiseto è la pianta diuretica per la quale esistono i più significativi riscontri scientifici. I suoi componenti principali sono: flavonoidi, steroli, triterpenoidi, acido silicico, acido ferulico, acido caffeico, silicati, calcio e magnesio. Le sue proprietà sono legate ai flavonoidi, che hanno un’azione diuretica ed emostatica; questi, associati all’azione dei minerali, esplicano un effetto rimineralizzante del tessuto osseo. Il maggior effetto diuretico si ha con la tintura madre, mentre l’estratto secco è più indicato come rimineralizzante. Le applicazioni farmacologiche sono le ematurie e le ipodiuresi associate a dismetabolie elettrolitiche, le patologie del tessuto connettivo, le infiammazioni perirenali e vascolari, e gli squilibri dell’incorporazione del calcio. Per quanto riguarda gli effetti secondari, ha tossicità nulla, ma è controindicato nell’insufficienza renale.

Ortica Urtica diotica L., Urtica urens L.
L’ortica è una pianta che nell’antichità veniva usata per innumerevoli scopi curativi, sia a livello diuretico/depurativo che nella diminuzione dell’ipertrofia prostatica. I suoi componenti principali sono: flavonoidi, lignani, pigmenti, amine, steroli, oligoelementi e vitamine, triterpeni, acidi organici. Le sue proprietà sono legate all’azione concomitante di glucosidi flavonoidici, sali minerali, polisaccaridi fruttosanici, che determina un aumento della diuresi. Altre proprietà sono: digestiva, tonificante, emostatica, ipoglicemizzante.

Le applicazioni farmacologiche sono: come diuretico volumetrico declorurante e deuricemizzante.

Litotamnio
È un’alga rossa che si presenta sotto forma di piccole e fragili ramificazioni corallinacee tipica dei mari della Bretagna e dell’Irlanda, raccolta in siti caratterizzati da acque limpide. Essiccata e macinata quest’alga è ricca di sali minerali. L’apporto di questi ultimi, di cui l’alga è ricca, favorisce la sintesi del collagene e dell’elastina, stimolando le cellule osteopoietiche, indispensabili per la formazione delle ossa, dei denti e per mantenere una buona elasticità dei tessuti connettivi.

Le proprietà chimiche del litotamnio sono legate al fatto che è un alimento altamente alcalino che aiuta a ridurre l’acidità gastrica e contrasta la fisiologica tendenza all’acidificazione dell’organismo, ossia la presenza di un’elevata concentrazione di sostanze acide nel sangue.

Curcuma
Viene definita dalla medicina ayurvedica la regina delle spezie; in effetti aiuta a ripulire il fegato, purifica il sangue e favorisce la buona digestione. Ha anche marcate proprietà antinfiammatorie, ma nessuno degli spiacevoli effetti collaterali dei farmaci di questa categoria. È usata inoltre per la pulizia della pelle e la conservazione degli alimenti. La curcuma stimola la produzione di tre enzimi: aril-idrocarburo-idrossilasi, glutatione-S-transferasi, e UDP-glucuronil-transferasi. Questi sono “coltelli” chimici che abbattono le sostanze potenzialmente nocive nel fegato e nel polmone. La curcuma offre una protezione analoga ai pazienti cin terapia con farmaci come il metotressato e altre forme di chemioterapia, che sono metabolizzati da o attraverso il fegato. 

Magnesio ossido leggero
Quest’ossido è una fonte di magnesio, ovviamente. È coinvolto in importanti processi metabolici e contribuisce all’equilibrio elettrolitico. 

Zinco acetato
La caratteristica dello zinco è quella di proteggere le cellule dallo stress ossidativo agendo come antiossidante ed evitando il danneggiamento del DNA, inoltre favorisce la sintesi proteica.

BIGLIOGRAFIA

1
Ronchi F, Nobili P. Odontoiatria naturale. Tecniche Nuove: Milano; 2015. p. 9.
2
Fitomedical. Fitonews. Salute natura informazione 2019 marzo; 55: 7. 
3
Wu ZL, Ren H, Lai WY, Lin S, Jiang RY, Ye TC, Shen QB, Zeng QC, Xu DL. Sclederma of Poria cocos exerts its diuretic effect via suppression of renal aquaporin-2 expression in rats with chronic heart failure. J Ethnopharmacol 2014 Aug 8;155(1):563-71. doi: 10.1016/j.jep.2014.05.054. Epub 2014 Jun 13. 
4
Tratto da https://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/mango.html
5
Fonte: https://www.viversano.net/alimentazione/mangiare-sano/datteri-proprieta/
6
Klinghardt D. Chelazione: come rimuovere dal corpo mercurio, piombo e altri metalli. 
7
Bajguz A. Suppression of Chlorella vulgaris growth by cadmium, lead, and copper stress and its restoration by endogenous brassinolide. Arch Environ Contam Toxicol 2011 Apr; 60(3): 406-416.