Robert J. Genco

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Genco

Carta d'identità

Proponiamo una sintesi essenziale della carriera del professor Robert J. Genco.

Ha conseguito la laurea in microbiologia e immunologia presso l’Università della Pennsylvania nel 1967 e attualmente è professore di biologia orale, parodontologia, microbiologia e Direttore del Microbiome Center dell’Università di Buffalo (USA).

Inoltre è professore del SUNY (State University di New York), dove ha ricoperto la carica di presidente del dipartimento di biologia orale per 25 anni.

È membro della National Academy of Medicine, un’organizzazione che fornisce consulenza alla comunità globale e affronta questioni complesse in materia di salute, medicina e politiche correlate.

La ricerca del professor Genco, che ha pubblicato oltre 395 articoli scientifici, è focalizzata sui meccanismi di virulenza dei patogeni a livello della mucosa.

Sono stato tra i primi investigatori a studiare la relazione tra malattia parodontale e diabete e abbiamo elaborato numerosi studi che ci hanno convinto che il diabete rappresenta un fattore di rischio per la malattia parodontale, cioè chi ha il diabete ha più possibilità di sviluppare la malattia parodontale, specialmente se il diabete non è controllato.

Siamo anche stati tra i primi a dimostrare che esiste una relazione reciproca tra queste due condizioni: chi ha il diabete ha anche la malattia parodontale e quindi è esposto a un maggiore rischio di sviluppare patologie cardiache o renali e anche il controllo della glicemia non è altrettanto buono come nei soggetti esenti da parodontopatie. Pertanto, sembra che la malattia parodontale aumenti il rischio di avere uno scarso controllo glicemico e, quindi, le relative conseguenze quali malattie cardiache e renali.

Pensiamo che questa sia una connessione molto forte e infatti Sunstar ha sostenuto numerose conferenze in cui abbiamo discusso con diabetologi, nutrizionisti, infermieri, dentisti e igienisti su questa connessione, aiutandoli a pensare e incoraggiare l’interdisciplinarità e la collaborazione nella gestione dei pazienti con diabete, la maggior parte dei quali ha una malattia parodontale.

Il microbioma orale è un nuovo termine per definire la componente batterica della cavità orale. È noto che i batteri nella cavità orale aderiscono al dente a livello del margine gengivale e scendono al di sotto della gengiva, innescando la malattia parodontale; senza di essi ci sarebbe poca o nulla parodontopatia.

I batteri stessi, il microbioma orale, al margine gengivale presentano fattori tossici che possono effettivamente danneggiare le cellule; inoltre, fattori, come i lipopolisaccaridi, che innescano la risposta dell’ospite, producono sostanze che causano infiammazione e queste a loro volta provocano danni ai tessuti, conducendo quindi alla distruzione del legamento e dell’osso e, se non si interviene, alla perdita del dente.

La malattia parodontale è fondamentalmente una infezione, quindi dovremmo essere in grado di osseravre gli organismi presenti, che attivano le risposte dell’ospite, e diagnosticare la malattia. Tuttavia, sappiamo che la malattia parodontale non è un’infezione causata da uno o due o tre organismi, ma è polimicrobica, poiché il biofilm è una comunità.

Questa comunità varia da un sito all’altro della bocca e da un soggetto all’altro, quindi è stato molto difficile identificare un gruppo di organismi presenti nella maggior parte dei pazienti quando vi è malattia parodontale attiva.

Oggi abbiamo una nuova scienza, denominata microbiomica, che dovrebbe darci un’idea di alcuni fattori costanti che causano la malattia parodontale. Si tratta di funzioni dell’organismo e quindi, non voledo essere troppo complicato, potremmo avere vari gruppi di organismi diversi ma che hanno le stesse funzioni.

In futuro dovremo perciò concentraci su funzioni quali la chemiotassi, che porta i neutrofili dal flusso sanguigno nel tessuto dove causano distruzione; funzioni che possono essere la tossicità dei lipopolisaccaridi, cioè le endotossine prodotte dai batteri come quelli responsabili della malattia parodontale; ma ce ne sono molte altre e quindi dovremmo essere in grado di studiare queste funzioni comuni, presenti nella saliva o nel sangue, per differenziare lo stato di malattia da quello di salute.

Penso che l’esperienza sia stata eccellente. Come saprete, il primo posto ha ricevuto più di duemila voti che a mio avviso rappresentano una grande percentuale dei ricercatori parodontali nel mondo.

Sicuramente l’articolo vincitore costituisce un documento eccezionale sul meccanismo che correla la malattia parodontale alle patologie sistemiche.

Il collegamento è meccanicamente l’infiammazione: l’infiammazione parodontale si riversa nel sangue causando infiammazione a livello sistemico determinando quindi cardiopatie, scarso controllo glicemico e diabete.