Fig. 1 Il complesso microambiente del biofilm dentale. Una dieta ricca di zuccheri contribuisce alla formazione di sostanze polimeriche della matrice extracellulare (SPME) che migliorano l'adesione-coesione microbica, favorendone l'accumulo sulla superficie del dente e formando una matrice extracellulare che ingloba le cellule e dove i microrganismi competono e coesistono tra di loro. Le proprietà della matrice combinate con le attività metaboliche degli organismi incorporati aiutano a creare una varietà di microambienti chimici, inclusi gradienti localizzati di ossigeno e di pH. Inoltre, la matrice può intrappolare o sequestrare una vasta gamma di sostanze, inclusi nutrienti, metaboliti e molecole segnale. Allo stesso modo, gli enzimi possono essere trattenuti e stabilizzati, trasformando la matrice in un sistema digestivo esterno de facto. Queste proprietà forniscono le caratteristiche distintive del biofilm dentale tra cui la stabilità meccanica, l'eterogeneità spaziale, chimica, biochimica e microbica, nonché la tolleranza ai farmaci. Adattata e modificata da Bowen WH, et al. (97)

Fig. 1 Il complesso microambiente del biofilm dentale. Una dieta ricca di zuccheri contribuisce alla formazione di sostanze polimeriche della matrice extracellulare (SPME) che migliorano l’adesione-coesione microbica, favorendone l’accumulo sulla superficie del dente e formando una matrice extracellulare che ingloba le cellule e dove i microrganismi competono e coesistono tra di loro. Le proprietà della matrice combinate con le attività metaboliche degli organismi incorporati aiutano a creare una varietà di microambienti chimici, inclusi gradienti localizzati di ossigeno e di pH. Inoltre, la matrice può intrappolare o sequestrare una vasta gamma di sostanze, inclusi nutrienti, metaboliti e molecole segnale. Allo stesso modo, gli enzimi possono essere trattenuti e stabilizzati, trasformando la matrice in un sistema digestivo esterno de facto. Queste proprietà forniscono le caratteristiche distintive del biofilm dentale tra cui la stabilità meccanica, l’eterogeneità spaziale, chimica, biochimica e microbica, nonché la tolleranza ai farmaci. Adattata e modificata da Bowen WH, et al. (97)

Fig. 1 Il complesso microambiente del biofilm dentale. Una dieta ricca di zuccheri contribuisce alla formazione di sostanze polimeriche della matrice extracellulare (SPME) che migliorano l'adesione-coesione microbica, favorendone l'accumulo sulla superficie del dente e formando una matrice extracellulare che ingloba le cellule e dove i microrganismi competono e coesistono tra di loro. Le proprietà della matrice combinate con le attività metaboliche degli organismi incorporati aiutano a creare una varietà di microambienti chimici, inclusi gradienti localizzati di ossigeno e di pH. Inoltre, la matrice può intrappolare o sequestrare una vasta gamma di sostanze, inclusi nutrienti, metaboliti e molecole segnale. Allo stesso modo, gli enzimi possono essere trattenuti e stabilizzati, trasformando la matrice in un sistema digestivo esterno de facto. Queste proprietà forniscono le caratteristiche distintive del biofilm dentale tra cui la stabilità meccanica, l'eterogeneità spaziale, chimica, biochimica e microbica, nonché la tolleranza ai farmaci. Adattata e modificata da Bowen WH, et al. (97)

Fig. 1 Il complesso microambiente del biofilm dentale. Una dieta ricca di zuccheri contribuisce alla formazione di sostanze polimeriche della matrice extracellulare (SPME) che migliorano l’adesione-coesione microbica, favorendone l’accumulo sulla superficie del dente e formando una matrice extracellulare che ingloba le cellule e dove i microrganismi competono e coesistono tra di loro. Le proprietà della matrice combinate con le attività metaboliche degli organismi incorporati aiutano a creare una varietà di microambienti chimici, inclusi gradienti localizzati di ossigeno e di pH. Inoltre, la matrice può intrappolare o sequestrare una vasta gamma di sostanze, inclusi nutrienti, metaboliti e molecole segnale. Allo stesso modo, gli enzimi possono essere trattenuti e stabilizzati, trasformando la matrice in un sistema digestivo esterno de facto. Queste proprietà forniscono le caratteristiche distintive del biofilm dentale tra cui la stabilità meccanica, l’eterogeneità spaziale, chimica, biochimica e microbica, nonché la tolleranza ai farmaci. Adattata e modificata da Bowen WH, et al. (97)

Fig. 2 La formazione del biofilm dentale. I primi batteri che cominciano a colonizzare il tessuto dentale, appartengono a diverse specie streptococciche. Quelli che riescono subito ad aderire iniziano a produrre la matrice extracellulare e, il più delle volte, rimangono permanentemente attaccati. Altri batteri, invece, possono aderire in maniera reversibile, disperdersi, e andare a colonizzare altre superfici. Andando avanti, il biofilm comincia a maturare e aumenta la diversità e la complessità batterica. A questo punto, dei batteri possono staccarsi dal biofilm formatosi e disperdersi, dando luogo a colonizzazioni di nuove superfici presenti nel cavo orale. La matrice extracellulare, oltre a permettere alla comunità batterica di aderire alla superficie, fornisce protezione verso possibili predatori e antibiotici. Adattata e modificata da: Barker H. How bacterial communities divvy up duties. The Scientist, June 15, 2023.