Integrazione e supplementazione

La floriterapia e l’arometerapia trovano l’affiancamento alla fitoterapia della Scutellaria (Racemis Serenità) e permettono non di sovrapporci, ma di andare a usufruire di altri sistemi ricettivi del nostro organismo, quali quelli vibrazionali di riequilibrio e di armonizzazione energetica dei fiori di Bach (non chimici come nel caso della fitoterapia), e a livello limbico, e non solo con gli oli essenziali e la stimolazione dei punti Ryodoraku

1347

Come stavo illustrando nella precedente uscita, i fiori di Bach possono avere un ruolo importante nella pratica clinica in generale ma nel caso del protocollo indicato, cioè nel trattamento del paziente fobico, assolutamente di rilevanza. Nel caso particolare discorrevamo sulla miscela ideata da Bach, il Resouce remedy, comprendente cinque fiori (Clematis, Impatiens, Rock Rose, Cherry Plum e Star of Bethlehem) che ora descriveremo per comprendere il perché del loro uso e miscelazione.

Resouce remedy

Clematis

Clematis (Vitalba) Quelli che sognano ad occhi aperti, sono assopiti, non completamente svegli, non hanno grande interesse nella vita. Persone tranquille, non realmente felici delle circostanze in cui si trovano, vivono più nel futuro che nel presente; nella speranza di tempi più felici, quando i loro ideali potranno realizzarsi. Nella malattia alcuni non si sforzano molto, o per nulla, di migliorare, e in certi casi possono persino anelare alla morte, nella speranza di tempi migliori; o forse, di incontrare di nuovo una persona amata da loro perduta. Il rimedio porta stabilità e senso pratico. Quindi nel nostro caso porterà il paziente verso una visione reale della natura dell’intervento cioè assolutamente rutinario e privo di rischi di una certa entità.

impatients
Impatiens (Non mi toccare) Quelli che sono veloci in pensieri e azioni e desiderano che tutto sia fatto senza esitazione o ritardo. Quando sono malati desiderano ansiosamente una rapida guarigione, e la tranquillità che questo rimedio induce aiuta ad accelerarla. Trovano molto difficile essere pazienti con le persone lente, considerandolo un difetto e una perdita di tempo, e si adoperano in tutti i modi per rendere tali persone più sollecite. Spesso preferiscono lavorare e pensare da soli, per poter fare tutto secondo i propri ritmi. Nel nostro caso il rimedio darà al paziente la cognizione dei giusti tempi, per quei pazienti che si siedono e dopo poco chiedono: abbiamo finito?

rock rose
Rock Rose (Eliantemo) 
Il rimedio di soccorso, di emergenza persino per i casi che appaiono senza speranza. Per incidenti o malattie improvvise, o quando il paziente è molto spaventato o terrorizzato, oppure se le condizioni sono gravi al punto da causare grande paura in chi è vicino. Se il paziente non è cosciente gli si possono inumidire le labbra con il rimedio. Potrebbero anche rendersi necessari altri rimedi in aggiunta, ad esempio, Clematis in caso di incoscienza, che è uno stato di profondo assopimento; Agrimony, se c’è tormento e così via. Il fiore infonderà coraggio. Questo rimedio porta il paziente terrorizzato, ma senza sapere di cosa, ad un giusto equilibrio riportandolo alla realtà. Esempio: il paziente ripone il bicchierino dopo lo sciacquo nei posti più disparati tranne quello da dove lo ha preso.

cherry-plum
Cherry Plum (Mirabolano) Paura che la mente si sovraccarichi, di perdere la ragione, di fare cose spaventose di cui si temono le conseguenza, cose non volute e che si sanno sbagliate, eppure assale il pensiero e l’impulso di farle. In questo caso il rimedio è ottimo per il paziente che preso dall’ansia e dal panico tende ad abbandonare la seduta.

Star of Bethlehem
Star of Bethlehem (Stella di Betlemme) Per quelli che soffrono molto in condizioni che, per un certo tempo, causano grande infelicità. Lo shock in seguito a gravi notizie, la perdita di una persona cara, lo spavento dopo un incidente o altro. A coloro che per un certo periodo rifiutano di essere consolati, questo rimedio porta conforto. Star of Bethelhem si dimostra efficace in quei pazienti che sono stati precedentemente traumatizzati e hanno il terrore che ciò accada nuovamente (1).
Leggendo le caratteristiche di ogni fiore possiamo comprendere perché questa miscela può essere utilizzata in studio all’occorrenza su tutti i pazienti: è il tipico rimedio di emergenza, cioè quell’emergenza che ci troviamo ad affrontare quando il nostro paziente odontofobico sconosciuto ci si presenta in studio.
I fiori di Bach non hanno nessuna controindicazione solamente se il rimedio non è quello giusto non funziona, ma nel caso di Resouce remedy difficilmente il paziente non rientra in almeno uno dei fiori, ma molto più frequentemente in più di uno. Il rimedio può essere somministrato appena ci accorgiamo che il paziente si mostra insofferente, 4 gocce sotto la lingua ogni 5 o 10 minuti fino al termine della seduta (2).
Oltre all’uso del rimedio, anche l’aiuto proveniente dall’aromaterapia può aiutarci a intervenire sulla paura della poltrona insita nel paziente.
Un massaggio al polso, dove andremo a stimolare i punti Ryodoraku, con olio essenziale di lavanda vera o di arancio dolce è un ottimo aiuto.

Lavanda vera
La lavanda vera, date le sue qualità calmanti, è Indispensabile per agevolare l’ancoraggio, cioè l’applicazione di uno stimolo legato ad un certo stato emotivo che, se riproposto, ri-innesca automaticamente quella stessa situazione emozionale.
Ha proprietà antinfiammatorie, analgesiche, antisettiche elevate su streptococchi beta emolitici e cicatrizzanti (3), ma anche antibatteriche, anticonvulsive, ipotensive, sedative, cicatrizzanti, antidepressive (4). Secondo test sull’uomo, soluzioni di olio essenziale di lavanda al 16% non causano irritazione o sensibilizzazione.
La sua tossicità per via orale risulta essere LD50 >5g/Kg.
Caratteristiche chimiche: idrocarburi mono e sesquiterpeni, alcoli monoterpenoli e alifatici, ossidi, esteri, chetoni, aldeidi, fenoli e cumarine.

Arancio dolce
Anche l’arancio dolce può essere usato per l’ancoraggio al posto della lavanda qualora il paziente non ne gradisse l’aroma.
Ha proprietà calmanti, antinfiammatorie, antisettiche, astringenti, battericide e fungicide.
La sua tossicità per via orale risulta essere LD50 > 5g/Kg (4).
Caratteristiche chimiche: idrocarburi mono e sesquiterpeni, alcoli monoterpenoli, esteri, cumarine

Come si effettua l’ancoraggio avvalendosi dell’olio essenziale
Prima cosa da fare è chiedere al paziente se è disposto ad accettare il massaggio al polso, perché è lì che andremo ad effettuare il trattamento; se la risposta è positiva chiediamo al paziente se gradisce l’odore della lavanda. In caso di risposta affermativa procederemo, altrimenti proporremo in alternativa l’arancio dolce.
Faremo scoprire l’avambraccio più vicino a noi, che deve essere libero da monili o almeno deve permetterci il massaggio al polso.
Nella parte interna del polso sono presenti tre punti Ryodoraku (La parola ryodoraku deriva da:“Ryo” che significa “buon”, “do” che significa “conduttore”, “raku” che significa “linea”) che andremo a stimolare con l’olio essenziale per rilassare il paziente. Il massaggio deve essere delicato e se il paziente è privo di peli potrà essere esteso su tutto l’avambraccio. Il tempo di massaggio è di circa un minuto.
L’olio essenziale di lavanda in caso di paura e/o agitazione verrà assorbito immediatamente dal paziente e/o sprigionerà un odore acre, in questi casi è utile prolungare il tempo del massaggio finché l’aroma non acquisterà il suo profumo naturale.
L’arancio dolce, invece, potrebbe dare luogo a rash cutaneo, quindi lo useremo per poco tempo, tre gocce per non di più per 30”, oppure diluito in olio di mandorla.
Come e quando questi rimedi potranno essere usati? In sinergia (tutti insieme) oppure singolarmente o in coppia.

Gli integratori
Per la somministrazione degli integratori bisogna assolutamente accertarsi che il paziente non sia allergico alle sostanze che andremo ad utilizzare, chiedendogli sempre se è disposto ad accettare il trattamento.
Al paziente sconosciuto, perché in questo caso è di questa tipologia di paziente che ci riferiamo, possiamo somministrare prima della terapia Racemis serenità gocce, che è un fitoterapico, 10 gocce in poca acqua e ripetere se necessario ogni 10 minuti.
Per un migliore risultato terapeutico consiglierei di accompagnare Racemis Serenità gocce con della floriterapia. Come abbiamo visto, il floriterapico Resource Remedy è la miscela di fiori più indicata ma soprattutto già pronta e si può somministrare facilmente: prima dello sciacquo 4 gocce sotto la lingua.
A questi due rimedi si aggiunge, come abbiamo già sottolineato, l’ancoraggio con l’olio essenziale di lavanda vera, preferibilmente, ma se la lavanda non è gradita al paziente possiamo usare l’arancio dolce. L’uso di oli essenziali si definisce aromaterapia.
Nel caso del paziente conosciuto, abbiamo la possibilità di intervenire prima utilizzando sempre gli stessi rimedi (anche se potremmo utilizzarne molti altri), ma potremmo intervenire già da quando il paziente si trova in sala d’aspetto, facendogli sorseggiare mezzo bicchiere di acqua dove siano stati disciolte 4 gocce di Resouce remedy, somministrargli poi alla poltrona Racemis Serenità, e decidere se è il caso di effettuare nuovamente il massaggio al polso.
Personalmente una volta effettuato l’ancoraggio tendo a evitare il massaggio per questioni di tempo, ma spesso è il paziente stesso a chiederlo. In questo caso è sempre consigliabile effettuare il massaggio, anche se non lo riteniamo necessario, per aumentare o riconsolidare il rapporto empatico tra operatore e paziente. La stimolazione dei punti Ryodoraku sul polso interno può contribuire al riequilibrio energetico.
Dopo quanto esposto ora e nelle precedenti parti vi esorto a ricordare che nel caso il paziente fobico lo fosse volutamente, poco sarà l’effetto dei rimedi citati e che quindi in collaborazione con il collega odontoiatra si procederà alla somministrazione di farmaci allopatici. Diverso è invece il caso di quei pazienti inconsciamente odontofobici: i risultati saranno molto apprezzabili.

Bibliografia

  1. Sarri S. Integratori naturali in odontoiatria e igiene orale. Milano: Ariesdue; 2016. p. 137, 138, 140, 142, 143, 146.
  2. Pastorino ML. Introduzione ai rimedi floreali di Bach. Palermo: Ipsa ed; 1989. p. 128.
  3. Belaiche P. Traité de Phytothérapie et d’aromathérapie. Paris: Maloine; 1979 .
  4. AA.VV. Il libro degli oli essenziali, dalla pianta all’aromaterapia. p. 29, 91.