Attività educative per la motivazione del piccolo paziente

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motivare ed educare i pazienti alla salute orale

Una cattiva igiene orale può avere conseguenze impattanti sulla quotidianità di ogni bambino e di ogni futuro “uomo sociale”. Avere denti e gengive sani, infatti, è sinonimo di salute generale, autostima, sviluppo del linguaggio, sviluppo sociale, fiducia in sé stessi e comunicazione delle emozioni.

Partendo dalla fondamentale importanza che riveste il concetto di prevenzione, il compito dell’igienista dentale, come più volte ribadito, non è semplicemente rimuovere tartaro e placca, ma motivare ed educare i pazienti alla salute orale.

Pertanto l’igienista deve porre l’attenzione di bimbi e genitori sull’igiene orale, abituandoli all’idea che le sane abitudini di vita sono il primo grande passo per preservare la propria salute. È quindi importante capire come gestire la motivazione delle persone, facendo un’analisi differenziale per fasce d’età.

Per esemplificare, farò riferimento a un progetto con i piccoli pazienti dai 2 ai 5 anni presso un nido/scuola dell’infanzia.

PROGETTO PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA

Nella mia esperienza grazie alla collaborazione delle educatrici, che già da inizio anno avevano indirizzato la loro programmazione didattica montessoriana sullo sviluppo delle autonomie e sulla cura alla persona, è stato possibile realizzare il progetto extracurriculare “La pappa dolce” (1), accolto con grande entusiasmo anche dalle famiglie e dai bambini. 

Obiettivi 

Gli obiettivi generali di tale progetto sono istruire, motivare e sensibilizzare bambini e genitori alla salute orale, spiegando l’importanza di una corretta igiene orale domiciliare, e contribuire a diminuire la spesa pubblica relativa alle cure odontoiatriche, puntando, dunque, su una forte prevenzione primaria affidata all’educazione sanitaria di comunità.

Gli obiettivi intermedi sono:

  • costruire un team collaborativo costituito da igienista dentale, odontoiatra, insegnanti, pedagogisti/educatori e nutrizionista/pediatra,  definendo i rispettivi ruoli, per preparare le attività da proporre e impostare i tempi di durata;
  • fissare un primo incontro (serale) con le famiglie dei bambini per spiegare a grandi linee il progetto (firma del consenso di partecipazione).

Il progetto dovrebbe prevedere, infine, i seguenti obiettivi specifici.

  • Investigare sulle conoscenze e comportamenti relativi all’igiene orale dei genitori sui figli.
  • Indagare le abitudini alimentari dei piccoli.
  • Spiegare l’importanza dell’igiene orale, legandovi le più frequenti patologie orali riscontrabili nei bambini, quali carie e gengiviti, presentando i presidi domiciliari oggi a disposizione per l’igiene orale quotidiana.
  • Presentare ai genitori le Linee Guida Ministeriali (2) relative alla promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva (probabilmente ancora poco conosciute), in particolare le accreditate consuetudini relative ai controlli odontoiatrici per i bambini con le pratiche fortemente raccomandate.
  • Proposta e compilazione di un questionario.
  • Visite e motivazione per arrivare a un vero e proprio cambiamento comportamentale e sviluppo delle autonomie nei più piccoli.

Le risorse necessarie per il progetto

  1. Umane: il team di lavoro (igienista, odontoiatra, pedagogista, educatori e insegnanti, nutrizionista e pediatra).
  2. Materiali: aula con proiettore, lavagna, video informativi, DVD, opuscoli informativi, kit dentifricio e spazzolino, modello dimostrativo di bocca con spazzolino dimostrativo, specchi, kit odontoiatrico da visita (specillo, sonda, specchietto), materiali per le attività da svolgere in classe con i bambini.
  3. Economiche: può essere previsto un budget fornito dalla cassa scolastica per i progetti extracurriculari, o dalle famiglie, enti o figure interessate al progetto.

Tempi del progetto

Il progetto extracurriculare può durare l’intero anno scolastico, circa 10 mesi, partendo a inizio anno (settembre) con gli incontri frontali ravvicinati, uno a settimana, per poi tornare a scuola altre due volte per le rivalutazioni (gennaio e maggio). 

STRUTTURARE IL PROGETTO 

1.
Primo incontro con genitori ed educatori

Nel primo incontro (serale) vengono presentati l’equipe e il progetto e viene consegnato il questionario, che verrà poi compilato a casa.

2.
Secondo incontro con i genitori per una lezione frontale

Nel secondo incontro è prevista una lezione frontale con le famiglie che consegneranno il questionario compilato.

In tale occasione si spiega  in modo chiaro cosa siano la prevenzione e l’educazione alla salute, proponendo con l’ausilio di proiettore slide e video sulla placca, la carie e l’importanza dell’igiene orale quotidiana. Viene inoltre spiegata, con una semplice dimostrazione, la corretta igiene orale, partendo dall’impostazione dello spazzolamento e descrivendo dettagliatamente dentifrici (quantità raccomandata di ppm di fluoro in base all’età), spazzolini manuali ed elettrici, rilevatori di placca, eccetera, ma anche clessidre segna tempo e altri strumenti utili. 

Il pediatra o il nutrizionista possono intervenire per dare spunti per una corretta alimentazione e spiegare la correlazione tra carie e dieta, accennando anche all’importanza delle sane abitudini alimentari al fine di prevenire malattie sistemiche future, ormai definite come patologie delle società avanzate, quali diabete e obesità. 

L’intervento dell’odontoiatra e dell’igienista focalizza l’anatomia dei denti decidui, con le tempistiche di esfoliazione e crescita dei permanenti, insistendo sulla centralità della cura della bocca anche nella transitoria fase di dentatura mista (mai abbassare la guardia!). Fondamentale in tale passaggio è il ruolo dell’odontoiatra nel descrivere alle famiglie gli step suggeriti per i controlli odontoiatrici dei più piccoli.

È utile anche parlare del fluoro e dell’importanza, in termini epidemiologici sulla carie, delle procedure cliniche quali sigillature e fluoroprofilassi, spiegandone le tecniche, i fini e i soggetti verso cui sono fortemente raccomandate, insistendo con i genitori nella motivazione verso i bambini.

Il questionario

Durante la lezione frontale si raccolgono i questionari compilati  dai genitori; la parte relativa agli indici epidemiologici specifici sarà successivamente compilata da odontoiatra e igienista in seguito alle visite. Lo stesso questionario sarà riutilizzato per le due rivalutazioni previste nel progetto, in modo da fare i confronti.

3.
Il primo approccio con i bambini 

Il primo incontro con i bambini avviene in orario scolastico, in stretta collaborazione con educatori e insegnanti. Partendo da un personaggio di un libro per l’infanzia (2, 3, 4), meglio se precedentemente concordato con le educatrici coinvolte, ci si presenta all’asilo come gli “Amici dei Dentini”, pronti ad aiutare chiunque ne abbia bisogno. Il personaggio può essere, per esempio, un coniglio goloso di carote, ma svogliato nel lavarsi i denti, che trova mille scuse per non usare lo spazzolino fin quando ne capisce l’importanza e diventa così diligente da avere un sorriso smagliante.

È utile affiancare la maestra in una sorta di introduzione alla cura della persona per poi parlare in modo chiaro, semplice e figurato dei denti e di quante cose si fanno ogni giorno con la bocca, incalzando sull’importanza di tener puliti questi “ingranaggi” fondamentali. 

Con il modello di bocca e lo spazzolino gigante si fanno vedere prima i denti e le loro funzioni (piccoli cenni di anatomia e nomenclatura per arricchire il vocabolario dei bambini) e poi il meccanismo corretto per spazzolarli; infine si fanno provare i bambini sul modello.

Il primo incontro è finalizzato a due attività pratiche: le schede delle nomenclature Montessori sulla struttura del dente e un modello di bocca realizzato dai bambini da tenere all’asilo.

Schede montessoriane della nomenclatura

Si possono preparare le schede montessoriane della nomenclatura della struttura del dente realizzando tre tipi di carte: illustrate con parola, solo illustrazione e solo parola. Imparare l’anatomia e la fisiologia dei denti aiuterà i bambini a lavarsi i denti ancora meglio, con maggior consapevolezza; e le prime informazioni possono essere date a partire dalla scuola d’infanzia.

Nella scuola primaria sarà, poi, importante riprendere e approfondire coi bambini tutti i temi affrontati quando erano più piccoli, arricchendo le nozioni di anatomia e fisiologia di contenuti scientifici appropriati all’età. 

Conoscere aumenta la motivazione a lavarsi bene i denti e favorisce l’indipendenza e l’autonomia e per memorizzare delle immagini con i relativi nomi, arricchendo il vocabolario.

Modello della bocca in cartone 

Il modello è indicato per nominare i denti e può essere realizzato dai bambini, anzi è una ottima attività per coinvolgerli e anche un buon esercizio di simmetria, dopo che il cartone di supporto sia stato ritagliato da un adulto. Ecco cosa serve:
cartoni delle uova da cui ritagliare dieci o dodici denti;
un cartoncino rosso;
forbici (utilizzate dagli adulti);
colla (vinilica se incollano i bambini, altrimenti anche colla a caldo per velocizzare il lavoro).

I bambini dispongono i dentini sul cartoncino, ben vicini gli uni agli altri, e, quando sono soddisfatti della composizione, li incollano. Quando la colla è asciutta, il modello è pronto: basta ritagliare ad arco il cartoncino e scrivere i nomi dei denti.

È possibile anche preparare dei pezzetti di carta colorata da incastrare tra un dente e l’altro, a simulare il cibo che rimane tra gli spazi interdentali dopo aver mangiato. Infine si usa lo spazzolino (e per bambini più grandi il filo interdentale) per mostrare come rimuovere lo sporco tra i denti, quindi ciascun bambino potrà mettere in pratica quanto appreso.

4.
Secondo incontro con i bambini: riassunto dei concetti espressi in precedenza e inizio delle attività pratiche

L’incontro si apre con l’introduzione,  sotto forma di storia, in cui il personaggio di fantasia scelto racconta cosa ha imparato durante la lezione precedente sui denti, chiedendo ogni tanto ai piccoli se anche loro si ricordano quanto appreso. Quindi si passa a un’attività pratica, in modo da tenere alta l’attenzione.

I denti plastificati

Si consegna a ciascun bambino un foglio plastificato, dove è rappresentato un dente gigante, un pennarello e uno spazzolino: con il pennarello scarabocchiano l’immagine del dente, in modo da rappresentare lo sporco che si deposita sui denti, e poi lo puliscono con lo spazzolino, facendo attenzione a eseguire il movimento corretto, sempre “dal rosa (gengiva) al bianco (smalto)”, fino a farlo ridiventare bianco.

Dopo l’attività vengono presentati gli strumenti amici dei denti, quegli oggetti che non devono mai separarsi dai nostri sorrisi.

Ecco, dunque, lo spazzolino: elettrico o manuale, con testina piccola, proporzionata alla bocca dei bambini, manico ergonomico adatto alle loro manine, con setole morbide per evitare traumi gengivali, ma soprattutto, lo spazzolino, da utilizzare con i corretti movimenti meccanici dettati dagli stessi bimbi. Infine si parla del dentifricio dai tanti sapori, specificando l’importanza di un ingrediente molto benefico, ma sul quale non dobbiamo eccedere: il fluoro.

Infine, si passa ai rilevatori di placca: un gioco a forte carattere motivazionale, da usare prima e dopo essersi lavati i denti. Seguendo la psicologia comportamentista si può prevedere un piccolo premio se alla seconda applicazione i denti non risulteranno colorati. 

A questo punto l’incontro viene intervallato con un’attività grafico-pittorica: si distribuiscono ai bimbi dei fogli con disegnati i fumetti dei vari presidi di igiene orale domiciliare da colorare secondo i loro gusti. Ciò dovrebbe aiutarli a memorizzarli nel proprio immaginario come qualcosa di più familiare. 

Alla fine dell’incontro l’odontoiatra e l’igienista, presa confidenza con i bambini, effettuano la visita, controllando la permuta dei denti, la presenza di carie, l’igiene orale rilevando la placca e la presenza di gengiviti (relativamente all’età dei soggetti si rilevano DMFT, PI e BOP). Questo primo approccio con il personale sanitario è importante soprattutto dal punto di vista psicologico ed emozionale, per la futura fidelizzazione e per superare l’odontofobia.

Immagine: www.robins.af.mil – U.S. Air Force photo by Ray Crayton

5.
Il terzo incontro con i bambini: lezione sul mangiar sano con la presenza del nutrizionista/pediatra e dell’odontoiatra

Si inizia con una semplice e chiara lezione sul mangiar bene, sano sulle conseguenze negative del consumo di cibi e bevande zuccherati, acidi o ricchi di conservanti. A dimostrazione di ciò e per coinvolgere i bambini è previsto lo svolgimento di alcune attività (5).

L’esperimento della mela cariata è importante per dare ai bambini del nido e della scuola d’infanzia un’impressione visiva dell’effetto della carie sui denti. Occorrono due belle mele verdi, simili tra loro, e uno strumento (una matita o una bacchetta) per praticare un foro profondo su una delle due mele: la carie sarà rappresentata da quel buco e la mela sarà il dente. Come la mela anche il dente ha la polpa, e più passa il tempo senza prestargli cure, più si danneggia (il frutto si annerisce). L’altra mela rimarrà, invece, intatta. Spiegato in modo chiaro questo meccanismo, si mettono da parte le mele, per riprenderle poi, a fine lezione, quando i bordi del foro si siano imbruniti: si chiederà ai bambini quale mela metterebbero in bocca.

Un’altra attività è il gioco delle due ceste: si dispongono su un tappeto cibi e bevande, ponendo ai lati due contenitori, uno con un dente che ride e l’altro con un dente che piange; i bimbi saranno allora chiamati a mettere dentro la giusta cesta i cibi amici dei denti e quelli, invece, che fanno male.

Infine, con le uova sode si può realizzare un piccolo esperimento per insegnare a distinguere i cibi sani da quelli che non lo sono. È vero che l’affinità tra guscio dell’uovo e smalto dei denti è discutibile, ma l’impatto visivo per il bambino è straordinario. Ecco l’occorrente: due barattoli trasparenti piuttosto capienti; due uova sode (preferibilmente dal guscio bianco); un assortimento di cibi sani (frutta, formaggi, verdura, pane), acqua e latte; un assortimento di cibi sconsigliati (miele, zucchero, cioccolata, marmellata, panna montata, caramelle, gelato) e cola; spazzolino da denti e dentifricio; una bacinella d’acqua; vassoio e piattini; può essere utile anche un timer o una clessidra per rinforzare nel bambino la percezione di quanto siano lunghi i due minuti richiesti per spazzolarsi i denti. Nel primo barattolo si mette un uovo sodo e poi si aggiungono i cibi dannosi per i denti e la coca cola (per rendere l’esperimento ancora più impressionante si può aggiungere succo d’arancia e aceto, così l’uovo, oltre a sporcarsi, assumerà anche un odore disgustoso e diventerà molliccio). Nell’altro barattolo, invece, si mettono l’uovo sodo, i cibi sani e poi si versano acqua e latte. Il risultato sarà mostrato all’ultima lezione: cosa succederà? e se andassimo a letto senza lavarci i denti?

6.
Ultimo incontro con educatori, bambini e genitori

L’ultimo incontro con educatori, bambini e genitori si tiene in orario extrascolastico e inizia con il risultato dell’esperimento iniziato la volta precedente, mostrando i barattoli con le uova. Il confronto sarà forte: l’uovo immerso in acqua e latte sarà chiaro, mentre l’altro sarà ricoperto da una patina melmosa e nerastra. A questo punto si mette l’uovo “sporco” su un vassoio/piattino e il bambino, lo spazzolino, dentifricio e una bacinella d’acqua, lo spazzola fino a farlo ridiventare chiaro. 

L’esperimento insegna che mangiare sano è sicuramente meglio, ma se qualche volta non sappiamo resistere a tentazioni golose, l’importante è non dimenticarsi di lavare i denti.

A questo punto, a conclusione del progetto, si propone a bimbi e genitori un laboratorio didattico nel quale dovranno costruire un oggetto, da portare a casa, legato all’argomento trattato per ricordarsi dell’esperienza, per esempio una clessidra da tenere in bagno come timer per lavare i denti, o una lavagna della vita pratica (prendendo spunto dalle tabelle montessoriane).

Clessidra: munirsi di due bottiglie uguali di plastica trasparente, cartone spesso (per esempio cartoni delle pizze), un timer per dosare i 2 minuti di discesa della sabbia, sabbia fine colorata, colla vinilica, forbici, matita, nastro isolante; tagliare in due le bottiglie, alla stessa altezza; riportate sul cartoncino due volte il margine largo e una volta il margine stretto; ritagliare lasciando un bordo di circa 1 cm; al centro del disco minore fare un foro con la punta delle forbici e allargarlo con la punta della matita; incollare uno dei dischi grandi a una delle due bottiglie, e il disco piccolo all’altra; fare asciugare perfettamente la colla, quindi posizionare provvisoriamente le due bottiglie una sopra l’altra, senza incollare; avviare il timer o la clessidra di controllo, tenere con una mano le bottiglie e con l’altra versare col cucchiaio la sabbia; quando il tempo sarà scaduto, togliere velocemente la bottiglia contenente la sabbia che sarebbe in più e vuotarla; a questo punto nell’altra bottiglia ci sarà la quantità di sabbia giusta a misurare i nostri 2 minuti, e potremo assemblare la clessidra. Incollare il disco grande sul fondo della bottiglia vuota (che ha già incollato nella sua parte superiore il disco piccolo); mettere della colla anche sul disco piccolo; rovesciare la bottiglia vuota su quella piena, ben centrata; quando la colla sarà asciutta, col taglierino fare tante incisioni intorno al cartoncino sporgente al centro e ai due estremi della clessidra; fermare tirando bene con molti giri di nastro isolante; aggiungere un messaggio che possa ricordare, tutte le volte che si va in bagno l’appuntamento con lo spazzolino: “buongiorno” e “buonanotte”.

Lavagna della vita pratica: munirsi di un vassoio metallico; praticare, in alto, un forellino per poterlo appendere alla parete; dividerlo a metà, così da scriverci “cose da fare” sulla parte superiore e “cose fatte” sulla parte inferiore; munirsi di tappi metallici sui quali incollare dei cartoncini su misura con scritte le varie attività di vita pratica quotidiana (tra cui “lavarsi i denti”); i tappi staranno attaccati al vassoio e il bambino non farà altro che muoverli da una parte all’altra nel momento in cui avrà svolto la sua attività giornaliera.

7.
Verifica/rivalutazione

Il progetto si conclude con due rivalutazioni a distanza (gennaio e maggio). Ci si ripresenta a scuola per dei semplici, ma importanti, rinforzi motivazionali. Tali incontri prevedono il ripasso degli argomenti trattati attraverso giochi e domande. Infine, con l’odontoiatra si effettua la rivalutazione della salute orale e le condizioni di igiene orale, confrontando i dati presi all’inizio del percorso didattico.

BIBLIOGRAFIA

1
Grimm J, Grimm W. Lapappa dolce. (Favola).
2
Casalis A. Flo lavati i denti! Illustrazioni Wolf Matt. Collana SOS Mamma. Dami Editore: Milano; 2016.
3
Campanella M. Topo Tip non vuole lavarsi i denti! Dami Editore: Milano; 2008.
4
Campanella M. Topo Tip. Sveglia è mattina! Dami Editore: Milano; 2013.
5
Ciabatti C., Commisso L, Grandini S. Motivare il piccolo paziente alla prevenzione: un percorso educativo di ispirazione montessoriana. Rivista Italiana Igiene Dentale 2018; 14(5):199-203.