UNIDI, Gianfranco Berrutti è il nuovo Presidente: la radiografia di un mercato dentale solido ma a due velocità

Presentata in Franciacorta la 20ª Analisi di Settore: la produzione italiana tiene a 1,35 miliardi, trainata dall'export e dai consumabili clinici.

Cambio della guardia ai vertici di UNIDI (Unione Nazionale Industrie Dentarie Italiane) nel segno della continuità strategica e della lettura dei nuovi scenari macroeconomici. L’Assemblea Elettiva, riunita nella cornice della Cantina Lantieri de Paratico, ha nominato Gianfranco Berrutti nuovo Presidente per il biennio 2026-2028. Berrutti raccoglie il testimone da Fabio Velotti, mentre il Consiglio Direttivo si rinnova con l’ingresso di Andrea Lemma, subentrato a Mario Zearo.

UNIDI

L’assise ha coinciso con il ventesimo anniversario dell’Analisi di Settore UNIDI, l’osservatorio economico realizzato in collaborazione con Key-Stone. I dati del 2025 – presentati da Roberto Rosso e Simone Gala – restituiscono la fotografia di un’industria matura e strutturalmente solida, capace di difendere i volumi record del post-pandemia nonostante le forti tensioni geopolitiche e una congiuntura internazionale complessa.
A livello di produzione industriale, il comparto si attesta a oltre 1.350 milioni di euro, registrando una flessione millimetrica (-1%) rispetto al 2024, ma consolidando un trend di lungo periodo straordinario: dal 2011 il tasso di crescita medio composto (CAGR) viaggia a un ritmo del +5%.
A blindare i bilanci della manifattura italiana è ancora una volta la proiezione internazionale. Le esportazioni si confermano il vero motore del settore, stabilizzandosi a circa 914 milioni di euro grazie alle ottime performance dei beni di consumo e dell’innovazione digitale. L’unico segno meno di rilievo si registra nell’implantologia destinata all’estero (-8%), condizionata dalle dinamiche distributive globali.
Sul fronte domestico, la spesa finale (calcolata a prezzi di sell-out) ha toccato i 1.737 milioni di euro (+1% sul 2024). Per il quarto anno consecutivo il settore si mantiene stabilmente sopra la barriera degli 1,7 miliardi, segnando un incremento di 270 milioni rispetto ai livelli pre-Covid. Tuttavia, la radiografia dei consumi interni svela un mercato polarizzato su due macro-tendenze opposte.
Da un lato, i materiali di consumo e i servizi associati corrono veloci, rappresentando ormai oltre il 76% del mercato finale. Il solo segmento dei consumabili clinici genera 671 milioni di euro (+2%), trainato dal boom dell’ortodonzia (spinta dagli allineatori trasparenti) e dalla maturità dell’implantologia (+3%). Si tratta di una domanda rigida, legata alla quotidianità delle cure e per questo anticiclica.
Dall’altro lato, il comparto delle attrezzature apre una fase di fisiologica riflessione. Il segmento si attesta a 406 milioni di euro, riducendo il proprio peso sul mercato totale al 23% (era al 28% nel 2022). Frenano i riuniti (-3%) e la radiologia (-6%), mentre rallenta la progressione delle tecnologie digitali (+3%). Non si tratta di una crisi strutturale, spiegano gli analisti, bensì del naturale esaurimento del super-ciclo di investimenti del triennio 2021-2023, allora surriscaldato da forti incentivi fiscali oggi ridimensionati.
Mentre il neo-presidente Berrutti ha confermato il focus sul supporto al Made in Italy nei mercati globali, affiancato dal direttore Linda Sanin sul fronte dei servizi associativi, una nota sociologica chiude il quadro. Secondo Roberto Rosso (Key-Stone), la forbice tra consumi e macchinari rivela una “democratizzazione delle aspirazioni”: la salute dentale si sta progressivamente spostando da una dimensione puramente funzionale a una scelta d’acquisto identitaria, legata a una più ampia ricerca del benessere.